In questo approfondimento, Alessandro Celi analizza la Dichiarazione di Chivasso del 19 dicembre 1943, collegando i temi di 80° Liberazione, Identità e Autonomie locali.
Questo progetto politico federalista fu elaborato da intellettuali con diretta esperienza nelle Alpi occidentali, in risposta ai problemi di povertà e spopolamento aggravati dal centralismo fascista. Gli estensori, tra cui Émile Chanoux ed Ernest Page, provenienti dalle Valli valdesi e dalla Valle d'Aosta, furono accomunati dalla rivendicazione della lingua francese come fondamento identitario.
Il documento denuncia il "malgoverno livellatore ed accentratore" romano e propone l’adozione di un "regime Federale repubblicano a base regionale e cantonale" per garantire la libertà di lingua e di culto.
L'innovazione principale della Carta è il suo orientamento bottom-up: le richieste non sono astratte, ma formulate sulla base delle reali necessità delle popolazioni alpine e mirano all'autogoverno. Il principio che ispira il documento è quello di sussidiarietà, tipico del pensiero sociale cattolico e del modello federale svizzero.
Il Passo Giusto è una iniziativa del Patto per l'Autonomia.