TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6042
LA LEZIONE DEL CORONAVIRUS IN ITALIA di Antonio Socci
La crisi del coronavirus è un emblema perfetto della fase storica che viviamo dal crollo del Muro di Berlino. Tutti i nodi stanno venendo al pettine.
Per anni è stata esaltata la globalizzazione, l'interdipendenza e la fine delle frontiere. Si è spezzata la catena della produzione facendo della Cina la fabbrica del mondo: così ci siamo de-industrializzati e siamo diventati dipendenti da una mostruosa tirannia comunista, che è ormai la prima economia del mondo. E proprio la Cina ha esportato dappertutto il virus.
Molti virus vengono da là e ovviamente - essendo la Cina il centro economico del pianeta - questo virus ha volato, sulle ali dell'economia, nelle zone più interconnesse con quel Paese. Infatti come è arrivato in Europa? Lo ha spiegato un articolo di Riccardo Luna, ieri, su Repubblica: attraverso la Germania ("il virus arriva in Italia dalla Baviera").
Eppure a passare per l'untore del mondo è stata l'Italia, mentre i tedeschi fanno i pesci in barile. Emblematica questa "fregatura" dell'Italia. In fondo cosa è accaduto alla nostra economia negli ultimi 30 anni? Nei primi anni Novanta eravamo la quarta potenza industriale del mondo:dal '91 al '99 la produzione industriale italiana è cresciuta del 13 per cento e quella tedesca solo del 3.
Poi arriva l'euro e dal 2000 al 2018 quella italiana è precipitata del 17 per cento, mentre quella tedesca è cresciuta del 27 per cento. Così ci hanno accusato di essere il malato d'Europa imponendoci tagli e peggiorando la crisi. Ma la nostra malattia è l'Euro (che ci fu presentato come una medicina).
TORNIAMO AL CORONAVIRUS
Cosa è successo in Italia? Si è individuato il focolaio prima di tutti gli altri e con maggiore efficienza grazie - come sempre - al genio italiano.
Come rivela l'intervista che ieri "Repubblica" ha fatto ad Annalisa Malara. È questa anestesista di Codogno che, a proposito del famoso paziente uno di Codogno, ha intuito acutamente che c'era il virus. Lo ha capito grazie ad un'ottima formazione medica e lo ha scoperto malgrado "i protocolli italiani" che "non giustificavano" il tampone a quel paziente (è stata autorizzata, ma se "me ne assumevo la responsabilità").
Quindi non solo è stato assurdo dire - come ha fatto Conte - che "una gestione non del tutto propria secondo i protocolli in ospedale ha contribuito alla diffusione del virus", ma è vero il contrario: si è scongiurata un'epidemia molto più virulenta proprio perché medici molto in gamba hanno compreso che occorreva andare oltre quei protocolli. In questo episodio c'è tutto il caso italiano: il genio della nostra gente e la pochezza dell'élite.
Un altro fatto emblematico. Perché la prospettiva è cupa? Perché - com'è noto - avremo bisogno di molti posti in terapia intensiva e già ora mancano. La Lombardia sta facendo da scudo all'Italia intera e riesce a farlo perché è la sanità migliore, ma la situazione in Italia è da tempo drammatica.
Negli ultimi otto anni i governi succubi della Ue hanno fatto tagli alla Sanità per 130 miliardi, mettendola in forte stress. E oggi davanti al coronavirus ci troviamo ad arrancare.
Dovremmo riflettere seriamente sui tagli fatti per inseguire i famosi parametri europei, penalizzando la Sanità che oggi tiene botta solo grazie al lavoro eroico di medici e infermieri. Anche questa vicenda è figlia di questo tempo disgraziato.
Dovremmo capire finalmente che la salute, il lavoro e il benessere vengono prima degli ottusi, insensati e devastanti parametri di Maastricht. E dovremmo agire di conseguenza per affrontare l'impatto economico catastrofico del coronavirus.
SUDDITANZA CIECA
Invece continuiamo a subire l'incapacità di questo governo di uscire dai diktat della Ue. Conte infatti...