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Or


Attraversai a passo veloce l’astanteria.
Mi sentivo su un tapis roulant; camminavo ma ero fermo, il poco che facevo in avanti si vanificava con le mura che scorrevano cadendo alle mie spalle.
La porta a vetri bianca restava a distanza inarrivabile e sempre chiusa.
Le voci che chiamavano i pazienti erano lente e gonfie, riecheggiavano nel mio cervello come petardi in stanze vuote; quei dieci metri un purgatorio in cerca di un abbraccio, una condivisione di dolore, un ritorno alla realtà e uno schiaffo alla vita, dove per una volta il sentito dire cadeva sulla pelle propria.
By Dax ResisteAttraversai a passo veloce l’astanteria.
Mi sentivo su un tapis roulant; camminavo ma ero fermo, il poco che facevo in avanti si vanificava con le mura che scorrevano cadendo alle mie spalle.
La porta a vetri bianca restava a distanza inarrivabile e sempre chiusa.
Le voci che chiamavano i pazienti erano lente e gonfie, riecheggiavano nel mio cervello come petardi in stanze vuote; quei dieci metri un purgatorio in cerca di un abbraccio, una condivisione di dolore, un ritorno alla realtà e uno schiaffo alla vita, dove per una volta il sentito dire cadeva sulla pelle propria.