21 gennaio 1976. Due aerei decollano simultaneamente — uno da Londra, uno da Parigi — e inaugurano il servizio di linea più elegante della storia dell'aviazione: Mach 2 sopra l'Atlantico, diciottomila metri di quota, champagne Laurent-Perrier e caviale su posate d'argento. Questa è la storia del Concorde: due nazioni che per secoli si sono fatte la guerra e che decidono di costruire insieme la macchina più bella del Novecento, litigando per trent'anni su una singola lettera dell'alfabeto. Dai primi studi degli anni Cinquanta al trattato internazionale del 1962, dal primo volo di André Turcat — "il grande uccello vola" — ai ventisette anni di servizio in cui si poteva partire da Parigi alle cinque del pomeriggio e arrivare a New York alle tre dello stesso giorno. E poi Gonesse, il 25 luglio 2000: una striscia di titanio larga tre centimetri dimenticata su una pista, novanta secondi di lotta ai comandi, e la fine di un’epoca. Una storia su un sogno condiviso, sulla velocità come forma di eleganza, e su cosa resta quando il futuro decide di andare in un'altra direzione.