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La tragedia di Cutro in cui hanno perso la vita 70 persone ha riacceso il dibattito e le polemiche sulla gestione dell’immigrazione nel nostro paese. Un fenomeno che non può più essere considerato come un’emergenza e per cui servono soluzioni allargate e di lungo periodo.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal 1° gennaio alle ore 8 del 31 gennaio 2023 sono sbarcati sulle coste italiane 4.959 migranti, oltre il 60 per cento in più rispetto ai 3.035 arrivi nello stesso periodo del 2022. Due anni fa, a gennaio 2021, gli sbarchi erano stati 1.039, quasi un quinto rispetto ai numeri registrati nel primo mese di quest’anno.
Nel suo ultimo report mensile, l'agenzia di guardia di frontiera europea Frontex segnala un incremento degli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, quella cioè che porta dalle coste libiche e tunisine a quelle italiane.
Nei primi 40 giorni del 2023 nel mediterraneo sono morti 225 uomini, donne e bambini che si traducono in una media di 5,49 decessi al giorno.
Nello scarico di responsabilità e accuse tra Governo, opposizioni, Ong e società civile, dimentichiamo sempre le tragiche storie delle persone che decidono di rischiare la propria vita e quella delle loro famiglie per attraversare il mare nella speranza di un futuro migliore. Dimentichiamo il viaggio che spesso fanno a piedi attraversando deserti e campi di battaglia per arrivare all’imbarco. Dimentichiamo che non hanno più nulla da perdere se non la speranza.
By On the MattersLa tragedia di Cutro in cui hanno perso la vita 70 persone ha riacceso il dibattito e le polemiche sulla gestione dell’immigrazione nel nostro paese. Un fenomeno che non può più essere considerato come un’emergenza e per cui servono soluzioni allargate e di lungo periodo.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal 1° gennaio alle ore 8 del 31 gennaio 2023 sono sbarcati sulle coste italiane 4.959 migranti, oltre il 60 per cento in più rispetto ai 3.035 arrivi nello stesso periodo del 2022. Due anni fa, a gennaio 2021, gli sbarchi erano stati 1.039, quasi un quinto rispetto ai numeri registrati nel primo mese di quest’anno.
Nel suo ultimo report mensile, l'agenzia di guardia di frontiera europea Frontex segnala un incremento degli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, quella cioè che porta dalle coste libiche e tunisine a quelle italiane.
Nei primi 40 giorni del 2023 nel mediterraneo sono morti 225 uomini, donne e bambini che si traducono in una media di 5,49 decessi al giorno.
Nello scarico di responsabilità e accuse tra Governo, opposizioni, Ong e società civile, dimentichiamo sempre le tragiche storie delle persone che decidono di rischiare la propria vita e quella delle loro famiglie per attraversare il mare nella speranza di un futuro migliore. Dimentichiamo il viaggio che spesso fanno a piedi attraversando deserti e campi di battaglia per arrivare all’imbarco. Dimentichiamo che non hanno più nulla da perdere se non la speranza.

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