Giunto nell’Italia meridionale al seguito di papa Urbano II, il fondatore tedesco, san Bruno, volle replicare nella Calabria interiore l’esperienza religiosa già inaugurata nel 1084 nei dintorni di Grenoble e, per questo, dette avvio all’edificazione di un monastero, con l’appoggio dei sovrani normanni, alle sorgenti del fiume Ancinale. Il cantiere richiamò numerosi operai che, per rimanere separati dai monaci durante i lunghi anni di lavoro, vennero ospitati presso un primo nucleo residenziale, che, crescendo all’ombra della Certosa, sarebbe divenuto l’odierno paese.