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Il 12 dicembre 1969 segna una svolta nella storia degli anni di piombo. Con la strage di Piazza Fontana l'Italia entra di colpo in uno scenario che non è più soltanto nazionale: è uno scenario di Guerra Fredda, dove le bombe non parlano solo di odio ideologico, ma di equilibri geopolitici, di interessi atlantici, di reti segrete che attraversano oceani e cancellerie. Le vittime — commercianti, agricoltori, pensionati — diventano protagonisti inconsapevoli di paure politiche che non avrebbero mai potuto immaginare, pedine sacrificate su una scacchiera che nessuno aveva mostrato loro.
I colpevoli, a loro volta sono strumenti di una guerra più grande che li legittima, li protegge e alla fine li rende immuni. Piazza Fontana non è soltanto una strage — è il primo atto di un copione già scritto. E con essa si infittisce la ragnatela di depistaggi, segreti di Stato e oblio istituzionale che ha caratterizzato tutta questa stagione: una ragnatela così fitta che ancora oggi, a più di cinquant'anni di distanza, molte verità restano sepolte sotto strati di carte secretate, testimonianze scomparse e processi senza condannati.
Fonti utilizzate:
Per I contributi audio dagli atti dei processi si ringrazia l'archivio di Radio Radicale https://www.radioradicale.it/archivio
By Matteo SimonettiIl 12 dicembre 1969 segna una svolta nella storia degli anni di piombo. Con la strage di Piazza Fontana l'Italia entra di colpo in uno scenario che non è più soltanto nazionale: è uno scenario di Guerra Fredda, dove le bombe non parlano solo di odio ideologico, ma di equilibri geopolitici, di interessi atlantici, di reti segrete che attraversano oceani e cancellerie. Le vittime — commercianti, agricoltori, pensionati — diventano protagonisti inconsapevoli di paure politiche che non avrebbero mai potuto immaginare, pedine sacrificate su una scacchiera che nessuno aveva mostrato loro.
I colpevoli, a loro volta sono strumenti di una guerra più grande che li legittima, li protegge e alla fine li rende immuni. Piazza Fontana non è soltanto una strage — è il primo atto di un copione già scritto. E con essa si infittisce la ragnatela di depistaggi, segreti di Stato e oblio istituzionale che ha caratterizzato tutta questa stagione: una ragnatela così fitta che ancora oggi, a più di cinquant'anni di distanza, molte verità restano sepolte sotto strati di carte secretate, testimonianze scomparse e processi senza condannati.
Fonti utilizzate:
Per I contributi audio dagli atti dei processi si ringrazia l'archivio di Radio Radicale https://www.radioradicale.it/archivio