Il tema della clonazione della voce rappresenta al tempo stesso un’interessante frontiera della scienza del suono ma anche una fonte di preoccupazione per un utilizzo distorto dei relativi prodotti. Si tratta dei cosiddetti “deepfake audio” che, grazie anche al sempre più diffuso utilizzo dell’intelligenza artificiale, cominciano a diffondersi anche con applicazioni apparentemente alla portata di tutti. E’ possibile riprodurre la voce di qualcuno al punto tale da confonderla con l’originale? E come è possibile realmente difendersi?
Giuseppe Cammaroto e Domenico Famà ne hanno parlato con Marco Perino