Una volta che si cresce cattolici è molto difficile liberarsi del senso di colpa, e uno dei più difficili da cancellare è il senso di colpa che viene dall'ozio, anzi, per usare il nome del peccato capitale corrispondente, dal senso di colpa che viene dall'accidia.
TRASCRIZIONE [ENG translation below]
Sono cresciuta cattolica. Sebbene non sia né credente né praticante, così come tutte le persone cresciute cattoliche, soprattutto quelle della mia generazione, quando i genitori veramente andavano ogni domenica in chiesa e facevano fare battesimi, cresime, comunioni e quant'altro, io mi porto dietro il grande senso di colpa di noi cattolici.
Cioè mi sento in colpa anche quando non dovrei, anche se ho faticato e lavorato moltissimo nella mia vita, prima di tutto per rendermi conto di questo senso di colpa immotivato, e poi perché non avere sensi di colpa è una delle cose che io predico, perché si riflette anche nel modo in cui noi viviamo le giornate e soprattutto sul modo in cui viviamo la nostra creatività.
Vi spiego perché sto parlando del senso di colpa, perché ieri ho avuto una delle rarissime giornate in cui non ho lavorato, e per me il lavoro è una cosa che va oltre il lavoro che faccio per gli altri, anche quando sono a casa da sola, anche quando mi devo, mi sto rilassando, io non riesco a rilassarmi a non fare niente, devo sempre fare qualcosa che per me ha un certo tipo di utilità.
Anche quando vado in vacanza cerco le mie vacanze non come un luogo dove abbandonare tutti e tutto e non fare niente, per me l'idea di una bella vacanza è un posto dove posso andare a esplorare e a fare dei piccoli progetti per me, che poi magari non ne faccio niente di quei progetti, però mentre sono sul posto ho qualcosa che mi occupa. La mia idea di rilassarmi a casa è leggere, leggere un libro che poi posso, da cui posso trarre ispirazione o comunque un libro che volevo leggere da tanto perché mi era stato consigliato.
Quindi è molto difficile per me stare sul divano a fare niente, e ieri più o meno ho fatto quello. Ancora, lo sentite dalla voce, mi sto riprendendo dall'aver perso la voce, giovedì ho l'appuntamento con l'otorinolaringoiatra che mi dirà un po cosa sta succedendo dentro la mia gola, soprattutto nelle mie corde vocali.
Era una giornata di quelle buie, piovigginosa, ero sola a casa perché mio figlio su che studia all'università nel continente e mio marito e via fuori, in viaggio per affari, io sono sola a casa, e non avevo voglia proprio assolutamente di fare niente, e mi sono concessa una di quelle giornate che la mia educazione cattolica mi ha sempre fatto stigmatizzare e che io con le unghie e con i denti mi sono ripresa e ho rivendicato il mio diritto a non fare assolutamente niente per un giorno.
TRANSLATION
I grew up Catholic. Although I am neither a believer nor a practitioner, just like all people who grew up Catholic, especially those of my generation, when parents really went to church every Sunday and had us go through baptismo, confirmation, communion and so on, I carry with me the great guilt of us Catholics.
That is, I feel guilty even when I shouldn't, even though I've struggled and worked a lot in my life, first of all to realize this unmotivated guilt, and then because not having guilt is one of the things I tell people to embrace, because it is also reflected in the way we live our days and above all in the way we live our creativity.
I'll explain why I'm talking about the sense of guilt, because yesterday I had one of the very rare days when I didn't work, and for me work is something that goes beyond the work I do for others, even when I'm home alone, even when I'm relaxing, I can't relax doing nothing, I always have to do something that has a certain type of utility for me.
Even when I go on holiday I choose my holidays not as a place to leave everyone and everything behind to do nothing, for me the idea of a nice holiday is a place where I can go and explore and make small projects for myself, and then maybe I don't do anything with them, but while I'm on site I've got something that occupies me.
My idea of relaxing at home is reading, reading a book that I can then, from which I can draw inspiration or in any case a book that I have wanted to read for a long time because it was recommended to me.
So it's very hard for me to be on the couch doing nothing, and yesterday I sort of did that. You can still hear it from my voice, I'm recovering from losing my voice, Thursday I have an appointment with the otolaryngologist who will tell me what's going on inside my throat, especially in my vocal cords.
It was one of those dark, drizzly days, I was alone at home because my son is studying at university on the mainland and my husband is away on a business trip, I am alone at home, and I absolutely didn't feel like doing anything, and I allowed myself one of those days that my Catholic education has always made me stigmatize and that I recovered tooth and nail and claimed my right to do absolutely nothing for a day.