Cosa significano e perché noi non li usiamo.
In questa puntata mettiamo ordine in tre etichette molto diffuse. Mental coach, business coach, life coach. Partiamo da una domanda semplice: queste specializzazioni esistono davvero o sono soprattutto un modo per posizionarsi sul mercato?Parliamo di contesti e di confini. Il life coaching lavora su obiettivi e scelte personali. Il business coaching lavora in contesti professionali e organizzativi. Il mental coaching nasce nello sport e ruota intorno alla performance, spesso usando strumenti della PNL.Poi affrontiamo il punto delicato. Quando il coaching promette trasformazioni profonde o prova a sostituirsi alla psicoterapia, il rischio è alto. Non per demonizzare un approccio, ma per riportare al centro etica, responsabilità e chiarezza. C’è anche un tema di linguaggio, perché le parole costruiscono aspettative e possono creare confusione.Concludiamo spiegando perché in Coaching You preferiamo una nomenclatura diversa. For people e for business. Una distinzione semplice, legata a chi ci chiede il supporto e al contesto. E chiudiamo con alcuni criteri pratici per scegliere un coach o una coach senza farsi abbagliare da promesse o mode del momento.