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Qualcuno ne avrà già consapevolezza, qualcun altro meno, ma ogni volta che facciamo delle proposte terapeutiche ai pazienti c'è di mezzo il loro consenso, la loro approvazione e una più o meno uniformità di intenti tra noi e loro.
Anche la proposta di un semplice esercizio è un gesto che appartiene alla relazione, un fattore che concorre all'alleanza terapeutica e che in quanto tale si confronta inevitabilmente con la negoziazione fisioterapista-paziente tra gli obiettivi del trattamento e il dolore, le emozioni e i pensieri legati all'esercizio stesso.
Quale è la maniera più giusta, se ne esite una, per gestire il consenso nelle nostre sedute? Ne parliamo con il collega Andrea Tamborrino.
By Greta Tonelli, Fabio Bernardi, Michele MarelliQualcuno ne avrà già consapevolezza, qualcun altro meno, ma ogni volta che facciamo delle proposte terapeutiche ai pazienti c'è di mezzo il loro consenso, la loro approvazione e una più o meno uniformità di intenti tra noi e loro.
Anche la proposta di un semplice esercizio è un gesto che appartiene alla relazione, un fattore che concorre all'alleanza terapeutica e che in quanto tale si confronta inevitabilmente con la negoziazione fisioterapista-paziente tra gli obiettivi del trattamento e il dolore, le emozioni e i pensieri legati all'esercizio stesso.
Quale è la maniera più giusta, se ne esite una, per gestire il consenso nelle nostre sedute? Ne parliamo con il collega Andrea Tamborrino.