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Per quanto ci riguardi tutti, nessuno escluso, della morte non è dato registrare testimonianza diretta. Ma se questa verità è destinata a restare incomunicabile, allora come potrà mai esserci progresso nella conoscenza della morte? Come può la mente rassegnarsi all'idea del non essere più o del non essere mai stati, se non con appoggiandosi ad una fede, ad una promessa religiosa che comunque non ci dispenserebbe dall'esperienza su cui oggi mediteremo? Proviamo a farci aiutare dalle Elegie Duinesi del 1923 di Rilke (e dalle pratiche meditative di Thich Nhat Hanh) per provare ad intenderci per lo meno su quanto la morte sia effettivamente antagonista dalla vita, o forse invece, non siano pagine dello stesso libro: se davvero è necessaria la morte, lo sarà anche la vita.
Disponibile su Youtube
https://www.youtube.com/watch?v=js2Nx1QD5q8&list=PLJBcZmWWmlyYjh2YQ5Dg-NIgPqjgDlqFI
Disponibile su blog
https://www.sisifofelice.com/
By Andrea CarloniPer quanto ci riguardi tutti, nessuno escluso, della morte non è dato registrare testimonianza diretta. Ma se questa verità è destinata a restare incomunicabile, allora come potrà mai esserci progresso nella conoscenza della morte? Come può la mente rassegnarsi all'idea del non essere più o del non essere mai stati, se non con appoggiandosi ad una fede, ad una promessa religiosa che comunque non ci dispenserebbe dall'esperienza su cui oggi mediteremo? Proviamo a farci aiutare dalle Elegie Duinesi del 1923 di Rilke (e dalle pratiche meditative di Thich Nhat Hanh) per provare ad intenderci per lo meno su quanto la morte sia effettivamente antagonista dalla vita, o forse invece, non siano pagine dello stesso libro: se davvero è necessaria la morte, lo sarà anche la vita.
Disponibile su Youtube
https://www.youtube.com/watch?v=js2Nx1QD5q8&list=PLJBcZmWWmlyYjh2YQ5Dg-NIgPqjgDlqFI
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