Mi sono addentrato nel bosco, lontano dalla via del centro, dalle boutique di lusso e dalla sfarzosa St.Moritz Dorf .
L’aria qui si fa ancora più frizzante e il silenzio regna sovrano.
Tra gli alberi si mostra timidamente un edificio, che di certo rapirà anche il tuo sguardo.
Che cosa sarà mai, con una cupola rivestita delle tipiche piode della Valmalenco, con muri di granito grezzo e una forma che ricorda tanto un mausoleo?
Eccoti arrivato al Museo di Giovanni Segantini!
Già, proprio lui...Ma come, non era trentino di origine?
Perchè mai un’esposizione dei suoi quadri proprio qui?
Devi sapere che Giovanni Segantini si innamora di questi luoghi svizzeri, li chiama addirittura “miniera per la sua arte”. Così con la famiglia abita a Savognin, nella vicina Val Sursette, per ben otto anni e, infine nel 1894, si trasferisce poco distante da St. Moritz, a Maloja. Qui ancora oggi si vede la sua abitazione, lo chalet Kuoni, e il suo inconfondibile atelier, dalla forma circolare.
Moltissimi suoi quadri parlano di Engadina, di Val Bregaglia e di quella vita agreste in mezzo alla natura che tanto lo rasserenava.
Ma torniamo al suo museo, immerso tra gli alberi.
Questa costruzione viene fatta realizzare 9 anni dopo la morte improvvisa dell'artista, noto per essere l’esponente principale del divisionismo.
Ad appena 41 anni, nel 1899, in una giornata di inizio autunno, fu stroncato da una peritonite mentre dipingeva. Morì con ancora il pennello tra le mani!
Si spiega così perché questo museo possa effettivamente sembrare un monumento funebre.
L’asse principale della sua facciata, inoltre, si rivolge ad est in direzione della baita sul monte Schafberg dove perse la vita, sopra il paese di Pontresina.
Il museo di Segantini non è, però, la tomba dell’artista, che si trova a Maloja. Rappresenta piuttosto un omaggio che il suo caro amico e promotore, il medico Oskar Bernhard, fece realizzare per ricordarlo nel tempo.
Entra e visita le sue sale, sarà come tuffarsi nel mondo di Giovanni.
Quando giungerai nella cupola, siediti sulla panchina al centro della sala e goditi la pura bellezza della sua arte: il famoso Trittico della Natura con le sue tele enormi intitolate “La vita”, “La morte” e “La natura”.