Esiste un rapporto tra il Concilio di Nicea, celebrato nell’anno 325 e il Concilio Vaticano II, l’ultimo dei ventuno concili riconosciuti come ecumenici, conclusosi l’8 dicembre 1965?In una lettera scritta il 29 giugno 1975 a mons. Marcel Lefebvre, che criticava il Concilio Vaticano II, papa Paolo VI affermò che “il Concilio Vaticano secondo non è meno autorevole, anzi per taluni aspetti è più importante ancora del Concilio di Nicea” (Cfr. La Doc. Catholique, 58 (1976) p. 34). L’affermazione lasciò allora stupefatti. Il Concilio di Nicea ci ha trasmesso le verità fondamentali della fede cattolica, poi espresse dal cosiddetto Credo niceno-costantinopolitano, che ogni domenica viene recitato nella Santa Messa. Il Concilio Vaticano II non ha definito alcuna verità, né condannato alcun errore, presentandosi come un Concilio pastorale e non dogmatico. Come è possibile attribuire a un controverso concilio pastorale, maggior importanza di quanto la Chiesa ne attribuisca al suo primo concilio ecumenico?