A come...

A come...Arrivederci con Barbara Onnis


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In questo episodio di “A come…” incontro Barbara Onnis, docente universitaria di storia internazionale dell’Asia e di politica estera cinese all’Università di Cagliari, da dieci anni coordinatrice dell’Aula Confucio e per lungo tempo insegnante di lingua cinese.Partendo da una vita accademica costruita tra Cagliari, Parigi, Roma e la Cina, Barbara racconta come è nata la sua passione per il mondo cinese e come l’ha trasformata in un impegno di ricerca, didattica e divulgazioneBarbara ripercorre le tappe del suo percorso: la lunga “gestazione” dell’interesse per la Cina durante gli studi in storia e istituzioni dell’Asia, l’Erasmus a Parigi all’Institut National des Langues et Civilisations Orientales dove scopre un’università con più di 80 lingue, lo studio intensivo del cinese e la tesi di laurea dedicata alla storia cinese.Dopo la laurea arriva un bivio: continuare verso la carriera diplomatica – con borse di studio della Regione Sardegna e master all’ISPI e alla Luiss – oppure accettare una borsa del Ministero degli Esteri e della Cultura cinese per un anno di studi in Cina. Lei parte, si appassiona ancora di più, torna, tenta il concorso diplomatico e sceglie infine la strada del dottorato e della ricerca universitaria.C’è anche un lato più personale e generazionale: dalle email scritte via tua casella negli anni di Skype e dei primi collegamenti a distanza, all’impressione che quegli anni Novanta fossero “un altro pianeta”.L’amore per la Cina resta costante: viaggi di ricerca, ritorni periodici, e un uso del cinese come strumento vivo per leggere la politica e la società contemporanea asiatica, più che come pura esercitazione linguistica.Una parte affascinante dell’episodio è dedicata al significato dei caratteri cinesi: dalle frasi a predicato aggettivale, dove non esiste la copula, al carattere che indica “avere fame”, fino ad “hǎo”, che unisce in un solo ideogramma una donna in ginocchio e un bambino, simbolo di “buono, bello, star bene” secondo l’immaginario tradizionale.Si parla del radicale dell’acqua, delle tre gocce che ritornano in tutti i caratteri legati ad acqua, lago, fiume, oceano o vapore, e del carattere di “casa” raffigurato come un tetto con sotto un maialino, emblema di ricchezza e benessere in una cultura contadina.Barbara racconta anche la sua esperienza didattica con i più giovani: dai bambini e ragazzi sino‑italiani ai corsi PNRR nelle scuole superiori italiane, dove ha portato un modulo di politica internazionale dell’Asia scelto volontariamente da decine di studenti.Da qui emerge il tema di una storia ancora troppo occidentale‑centrica, con molti eventi asiatici assenti dai libri di testo, anche se qualcosa sta cambiando nei manuali delle nuove generazioni.Infine entriamo nel mondo della comunità cinese a Cagliari, che Barbara studia da anni: famiglie organizzate in catene migratorie, legami strettissimi tra parenti sparsi in Europa, aziende a forte componente familiare e un rapporto con l’integrazione misurato sul successo scolastico dei figli e sulla continuità delle attività economiche.Racconta di amicizie profonde con alcuni membri “pilastro” della comunità, delle celebrazioni del Capodanno cinese organizzate insieme e di come “un amico cinese, se è amico, lo è per sempre”.Se ti interessano Cina contemporanea, lingua e caratteri, migrazioni, comunità cinesi in Italia, percorsi accademici e carriere mancate, questa conversazione ti porterà dentro le scelte, i dubbi e le scoperte di chi ha costruito un ponte stabile tra Sardegna e mondo cinese.

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A come...By Francesco Congiu