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In questo episodio di “A come puntini puntini” il protagonista è Andrea Desogus, neopensionato dopo oltre 40 anni di lavoro nel sociale con minori in comunità di accoglienza, carcere minorile e Tribunale per i Minorenni. Tra ironia e momenti molto seri, Andrea racconta cosa significa lavorare con ragazzi con famiglie difficili, bullismo, reati anche gravi e quanto siano decisivi ascolto, relazioni, formazione continua e percorsi personalizzati per dare loro una vera seconda possibilità.Si parla di burnout degli operatori, del carcere minorile come extrema ratio, della “messa alla prova” come strada educativa, di minori stranieri non accompagnati tra accoglienza fatta bene, business e abbandono, e del rischio di una società sempre più spaventata e incattivita. L’episodio si chiude con “A come Ascolto”: per Andrea è la parola chiave per educare, giudicare e convivere, imparata tanto nelle comunità quanto nella vita privata accanto alla moglie, dove il dialogo richiedeva tempo, pazienza e rispetto profondo dell’altro.
By Francesco CongiuIn questo episodio di “A come puntini puntini” il protagonista è Andrea Desogus, neopensionato dopo oltre 40 anni di lavoro nel sociale con minori in comunità di accoglienza, carcere minorile e Tribunale per i Minorenni. Tra ironia e momenti molto seri, Andrea racconta cosa significa lavorare con ragazzi con famiglie difficili, bullismo, reati anche gravi e quanto siano decisivi ascolto, relazioni, formazione continua e percorsi personalizzati per dare loro una vera seconda possibilità.Si parla di burnout degli operatori, del carcere minorile come extrema ratio, della “messa alla prova” come strada educativa, di minori stranieri non accompagnati tra accoglienza fatta bene, business e abbandono, e del rischio di una società sempre più spaventata e incattivita. L’episodio si chiude con “A come Ascolto”: per Andrea è la parola chiave per educare, giudicare e convivere, imparata tanto nelle comunità quanto nella vita privata accanto alla moglie, dove il dialogo richiedeva tempo, pazienza e rispetto profondo dell’altro.