Analisi e commenti | RRL

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Analisi e commenti | RRL episodes

  • 482 - Amore per la Chiesa e devozione alle anime del Purgatorio
    La devozione alle anime del Purgatorio fa parte della tradizione della Chiesa ed è riservata in particolare al mese di novembre. Essa ci ricorda innanzitutto che la Chiesa cattolica, che è l’unica Chiesa di Cristo, è composta di tre chiese: la Chiesa trionfante, formata dai beati in Paradiso, la Chiesa militante, formata da coloro che combattono sulla terra e la Chiesa purgante, formata da coloro che si purificano in Purgatorio.La dottrina del Purgatorio, negata dai protestanti e messa in dubbio dai modernisti, è radicata nella Sacra Scrittura e nella Tradizione ed è stata definita soprattutto dai Concili di Firenze e di Trento. Essa manifesta insieme la giustizia e la misericordia divine: il perdono dei peccati rimette la colpa, ma può lasciare conseguenze e pene temporali da espiare. La purificazione libera l’anima da ogni residuo attaccamento disordinato alle creature. E’ infatti parola di Dio nel cap. 21 dell’Apocalisse: “Nel Regno dei Cieli non entrerà nulla di impuro”.
    11 min
  • 481 - Ottobre 1956: l’eroica insurrezione dell’Ungheria
    Il 23 ottobre 1956 le strade di Budapest si riempirono di giovani. Portavano bandiere ungheresi dalle quali sarebbe stato strappato lo stemma comunista: quel vuoto al centro del tricolore divenne il simbolo di una nazione che voleva riappropriarsi del proprio destino. La sera, la grande statua di Stalin fu abbattuta. Del monumento rimasero gli stivali sul piedistallo: un’immagine quasi grottesca del potere che aveva preteso di dominare le coscienze e sembrava improvvisamente vacillare.
    11 min
  • 480 - L’aquila e la colomba: Teresa d’Avila e Teresa di Lisieux
    Il mese di ottobre riunisce nel calendario della Chiesa due grandi sante carmelitane: Teresa di Gesù e Teresa di Gesù Bambino. La prima, la santa di Avila, è Teresa la Grande; la seconda, la santa di Lisieux, è familiarmente chiamata Teresina. L’aquila e la colomba possono raffigurarle: l’altezza dello sguardo e la semplicità del cuore, lo slancio della contemplazione e la fiducia dell’abbandono.L’aquila e la colomba è anche il titolo di un libro della scrittrice inglese Vita Sackville-West, pubblicato nel 1943, dedicato alle due sante carmelitane. Da una parte la riformatrice spagnola, protagonista di imprese che hanno lasciato un’impronta nella storia della Chiesa; dall’altra la giovane monaca francese morta quasi sconosciuta, dopo nove anni trascorsi nella clausura di Lisieux
    9 min
  • 479 Maria unisce, la sinodalità divide
    Nello stesso giorno di ottobre, festa della Madonna del Rosario, si sono aperti a Roma, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, due significativi eventi. Il primo è stato l’incontro convocato da Leone XIV dal 7 al 14 ottobre, con la partecipazione di circa 250 vescovi, tra presidenti delle Conferenze episcopali e responsabili delle Chiese cattoliche orientali, insieme a famiglie ed esperti, per discutere sull’esortazione apostolica di Francesco Amoris laetitia. Il secondo evento è stato il convegno internazionale De Maria numquam satis. La Beatissima Vergine Maria nel dogma e nel culto, svoltosi il 7 e 8 ottobre presso l’Aula Magna dell’Istituto patristico Augustinianum, adiacente a San Pietro, con la presenza di illustri relatori e di molte centinaia di uditori provenienti da tutto il mondo.
    9 min
  • 478 - Carlo Acutis, devoto dell’Eucaristia e di Fatima
    Il 12 ottobre la Chiesa celebra la festa liturgica di san Carlo Acutis, canonizzato in piazza San Pietro da Leone XIV il 7 settembre 2025. Il film di Giacomo Campiotti a lui dedicato, Il mio nome è Carlo, trasmesso in televisione il 23 settembre 2026 su Canale 5, ha raccolto 4 milioni e 269.000 spettatori, sfiorando il 30 per cento di share; un successo straordinario che ha stupito gli stessi dirigenti di Mediaset, che lo hanno prodotto. Carlo Acutis, morto a 15 anni il 12 ottobre 2006, fu un adolescente che appartenne pienamente al nostro tempo, tanto da essere stato chiamato il «santo di Internet», per la sua capacità di utilizzare gli strumenti tecnologici. L’espressione rischia però di lasciare in ombra la luce che guidava la sua anima. “Essere sempre unito a Gesù, questo è il mio programma di vita”, aveva scritto ancora bambino. A quel programma volle restare fedele fino alla malattia, una leucemia fulminante, che lo condusse alla morte in 10 giorni, a soli quindici anni.
    9 min
  • 377 - Pio da Pietrelcina: il santo del soprannaturale
    Il soprannaturale non si manifesta solo nelle apparizioni o visioni straordinarie, ma anche nella vita ordinaria dei santi, che costituisce una delle principali espressioni della presenza di Dio nella storia.Il Novecento rispetto ad altre epoche, fu avaro di santi. E tuttavia una figura carismatica sembrò riassumere in sé una larga parte dei doni straordinari di cui il suo tempo fu privo. Questa figura è quella di padre Pio da Pietrelcina.  Nella sua persona il soprannaturale tornò a imporsi all’attenzione di un mondo che pretendeva di spiegare ogni cosa attraverso la scienza e la tecnica. Fu il primo sacerdote nella storia della Chiesa a ricevere le stimmate, i segni della Passione impressi visibilmente nel suo corpo. Attorno allo stigmatizzato di San Giovanni Rotondo si raccolsero poi innumerevoli testimonianze di guarigioni, miracoli, sorprendenti bilocazioni, profezie e discernimento delle coscienze. Ricordiamo, tra i tanti, il caso della dottoressa Wanda Półtawska, che attribuì a padre Pio la propria miracolosa guarigione da un tumore. Il 17 novembre 1962 il vescovo ausiliare di Cracovia Karol Wojtyła scrisse al cappuccino chiedendogli di pregare per lei; in una seconda lettera lo ringraziò, riferendo che la donna aveva recuperato improvvisamente la salute prima dell’intervento previsto.    Nato a Pietrelcina il 25 maggio 1887, Francesco Forgione entrò nel noviziato cappuccino nel gennaio 1903 e prese il nome di fra Pio. Emise i voti solenni nel 1907, fu ordinato sacerdote nel 1910 e giunse a San Giovanni Rotondo nel 1916. Qui, il 20 settembre 1918, comparvero sul suo corpo le stimmate, che restarono aperte e sanguinanti per ben cinquant’anni, dopo una visione di Gesù Crocifisso, che gli aveva detto: “Ti associo alla mia Passione”.  La sofferenza segnò tutta la sua esistenza. Egli la offrì per la conversione delle anime e la accompagnò con un’instancabile attività nel confessionale e con opere concrete di carità. La più nota è la Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale che volle a San Giovanni Rotondo per unire la cura del corpo all’assistenza spirituale dei malati.
    9 min
  • I supremi destini dell’uomo
    Dal 7 al 14 ottobre 2026 si terrà in Vaticano l’annunciato incontro tra papa Leone XIV, i capi delle Chiese cattoliche orientali sui iuris e i presidenti delle Conferenze episcopali. L’evento nasce con l’intento di «procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali».
    10 min
  • 375 - La liberazione di Vienna e la festa del Nome di Maria
    All’alba del 12 settembre 1683, dalle alture del Kahlenberg, lo sguardo spaziava sulla città di Vienna avvolta dal fumo. Da quasi due mesi la capitale dell’Impero era stretta nella morsa dell’esercito ottomano. Le mura, sconvolte dalle mine, erano ormai sul punto di cedere; i difensori, decimati dalla fame, dalle malattie e dai combattimenti, si preparavano all’ultima resistenza. Al di là dei bastioni si stendeva, immenso, l’accampamento del gran visir Kara Mustafa, con le sue tende, i suoi stendardi e una moltitudine di soldati giunti fin nel cuore dell’Europa.La caduta di Vienna sembrava imminente. E con Vienna sarebbe stata aperta all’Islam la strada verso la Germania e l’Europa centrale.  L’avanzata turca era iniziata nella primavera del 1683. Kara Mustafa aveva raccolto un esercito imponente e, risalendo attraverso l’Ungheria, era giunto davanti a Vienna il 14 luglio. L’imperatore Leopoldo I aveva lasciato la capitale, affidandone la difesa al conte Ernst Rüdiger von Starhemberg. Questi disponeva di poche migliaia di uomini, ai quali si unirono volontari e cittadini. Per settimane i viennesi respinsero gli assalti, spensero gli incendi, ripararono le brecce e scavarono gallerie sotterranee per intercettare le mine nemiche.
    9 min
  • 374 - La disperazione del nostro tempo
    In questi giorni è assurta agli onori delle cronache la notizia dell’approvazione in Veneto di una legge volta a regolamentare, a livello regionale, il suicidio assistito. Il Veneto è la quarta regione ad approvare una normativa del genere, ma è la prima fra quelle governate dal centrodestra. Il fatto assume perciò un significato politico e culturale che va al di là dei confini regionali: mostra come il principio dell’autodeterminazione assoluta stia ormai penetrando in schieramenti che, almeno nominalmente, dovrebbero richiamarsi alla difesa della vita, della famiglia e dell’ordine naturale.
    8 min
  • 373 - Sant’Agostino, Bonifacio e gli ultimi giorni di Ippona
    Nella primavera dell'anno 430 le strade che conducevano a Ippona erano percorse da una folla di fuggiaschi. Giungevano dalla Mauritania e dalla Numidia, portando con sé ciò che erano riusciti a sottrarre alla devastazione. Alle loro spalle avanzavano i Vandali di Genserico, passati dalla Spagna in Africa l'anno precedente insieme con gruppi di Alani e di altri popoli germanici.I villaggi erano incendiati, le campagne saccheggiate, le chiese profanate. Possidio, vescovo di Calama e futuro biografo di sant'Agostino, racconta che sacerdoti, monaci e vergini consacrate fuggivano in ogni direzione; alcuni venivano uccisi, altri condotti in schiavitù. Di tante città africane, solo Cartagine, Cirta e Ippona resistevano ancora (Possidio, Vita Augustini, capp. XXVIII-XXXI.)A Ippona aveva trovato rifugio anche il generale Bonifacio, comes Africae, al comando delle residue forze romane e di contingenti federati goti. Dopo essere stato coinvolto nelle lotte che dilaniavano la corte di Ravenna, si era riconciliato con Galla Placidia, reggente in nome del giovane Valentiniano III. Aveva affrontato i Vandali in campo aperto, ma era stato sconfitto e costretto a ripiegare entro le mura della città episcopale.
    8 min

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Analisi e commenti sull'attualità religiosa, politica e culturale. Ascolta il podcast di radioromalibera.org a cura del prof. Roberto de Mattei. Ogni venerdì alle ore 17 una nuova…