Anime dissonanti: l’incomunicabilità tra padri e figli nell’ultimo romanzo di Marco Fumagalli
Tra sensi di colpa tardivi, sfide linguistiche e il peso della cultura classica, la storia di Luigi e Filippo diventa una riflessione amara sul fallimento delle relazioni.
Filippo vive una solitudine che non nasce dall’assenza, ma dalla convivenza. Suo padre Luigi, intellettuale rigidamente classicista, è talmente ripiegato sulla propria cultura da non accorgersi dei desideri del figlio. La loro è una forma di “non-amore”: un sentimento mai pensato, mai espresso.