All’inizio c’è il ghetto. Nelle Repubbliche baltiche, in Bielorussia, in Ucraina già nei primi giorni del luglio 1941 arrivano i carri armati tedeschi e dietro a loro le forze speciali incaricate di radunare tutta la popolazione ebraica nei ghetti e di procedere allo sterminio.
Anna, la madre del professor Štrum, è medico oculista, vive e lavora in Ucraina. Ed è lei che racconta l’arrivo dei tedeschi nella sua città, in una lunga, terribile, ultima lettera che giunge a suo figlio a Mosca attraverso mille traversie. La lettera di Anna è il filo rosso di sangue che percorre la trama complessa delle storie crudeli narrate nel polittico di Vasilij Grossman.