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La poesia racconta un viaggio che non riguarda una destinazione geografica, ma un incontro più profondo: quello con sé stessi e con l’altro. Attraverso immagini di movimento – il treno, il paesaggio che cambia, gli sguardi che si cercano – emerge l’idea che “arrivare” non significhi fermarsi, ma riconoscersi.
“Arrivarsi” diventa un verbo nuovo, intimo, quasi inventato per spiegare ciò che accade quando due persone si incontrano davvero, oppure quando una persona riesce finalmente a sentirsi a casa dentro di sé. Non c’è un capolinea definitivo, ma un continuo mutare, un adattarsi, un fidarsi del percorso.
La poesia parla di fiducia, di presenza, di quel momento fragile e luminoso in cui smettiamo di correre e iniziamo ad ascoltare.
By TamsideLa poesia racconta un viaggio che non riguarda una destinazione geografica, ma un incontro più profondo: quello con sé stessi e con l’altro. Attraverso immagini di movimento – il treno, il paesaggio che cambia, gli sguardi che si cercano – emerge l’idea che “arrivare” non significhi fermarsi, ma riconoscersi.
“Arrivarsi” diventa un verbo nuovo, intimo, quasi inventato per spiegare ciò che accade quando due persone si incontrano davvero, oppure quando una persona riesce finalmente a sentirsi a casa dentro di sé. Non c’è un capolinea definitivo, ma un continuo mutare, un adattarsi, un fidarsi del percorso.
La poesia parla di fiducia, di presenza, di quel momento fragile e luminoso in cui smettiamo di correre e iniziamo ad ascoltare.