B1 – Marco bambino curioso Sono sempre stato un bambino curioso e vivace. Correvo a perdifiato tra calli, campi e campielli d'erba e giocavo con i miei tanti amici. Noi bambini sostavamo ai bordi dei canali e spesso ci tuffavamo in acqua, ci buttavamo in caorio di testa, a piron di piedi o a sciompa sollevando spruzzi d'acqua. Quante risate! La mia simpatia era Donata Badoer che da grande è diventata la mia sposa.
B2 – Educazione multiculturale Ai miei tempi – era il 1200 e il 1300 – i bambini veneziani erano esposti a un'educazione multiculturale quotidiana. Era facile incrociare tra le calli persone di tutto il mondo. Venezia si trovava in una posizione strategica, era ponte tra Oriente e Occidente, città cosmopolita, crocevia di differenti culture. Questi incontri di popoli e di idee hanno influenzato la mia infanzia e il mio futuro.
B3- L'attesa sul molo Il papà e lo zio si assentavano per anni. Il lavoro di mercante li portava in terre lontane come Costantinopoli e Soldaia. Là avevamo casa e fondaco. Li aspettavo seduto sui moli a Rialto e alle Zattere e scrutavo l'orizzonte in attesa che dall'Oriente spuntassero le navi. Appena vedevo le vele correvo come il vento e chiedevo ai mercanti, marinai e pellegrini: “Avete visto il mio papà?”.
B4 – Educazione dell'arte marinara I bambini veneziani imparavano con naturalezza e fin da piccoli le basi della vita sociale. Ad esempio i mestieri e le regole del commercio. Le famiglie li coinvolgevano e li incoraggiavano nelle loro attività come mercanti, falegnami, vetrai, orafi. Per Venezia la navigazione aveva un ruolo importante. I bambini apprendevano l'arte marinara e sviluppavano competenze e pratiche culturali uniche.