Qui in Via Giulia, si consumò il dell'orefice Pompeo da parte da parte dell'artista Benvenuto Cellini, scultore, orafo, trattatista, argentiere e scrittore, tra i più importanti artisti del Manierismo.
Di natura irrequieta e violenta, l'artista ebbe una vita segnata da contrasti, passioni, delitti, per i quali fu spesso costretto all’esilio o alla fuga. Nel 1529 viene chiamato a Roma da Clemente settimo, che lo nomina stampatore ufficiale della zecca pontificia.
Rimosso dal ruolo di stampatore dal 1533, Benvenuto Cellini viene allontanato anche dall’incarico di mazziere probabilmente a causa delle voci messe in circolo da Pompeo de’ Capitaneis, un altro orefice di Roma.
Cellini uccide Pompeo, timoroso della possibilità che egli possa attaccarlo dopo la morte di Clemente settimo. Viene, in ogni caso, assolto dal nuovo papa, Paolo terzo.