Misteri e Leggende

Bordighera e la schiava del pirata


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In tempi antichi i pirati saraceni non si lasciarono di certo sfuggire questo incantevole borgo, tant’è che sbarcarono più volte assediandolo. La leggenda narra che Boabil (forse Boadbil, ultimo re arabo di Spagna prima della Reconquista), durante le sue razzie, si innamorò di una giovane fanciulla a Granada e la rapì, costringendola a navigare con lui. Lei si chiamava Magiargè (il nome sarebbe una corruzione dialettale di Ziadatalè) e fu costretta ad una vita di schiavitù. Le navi arrivarono a Bordighera più numerose che mai, in quanto la città era già riuscita più volte a respingere gli attacchi dal mare, quindi Boabil aveva deciso una volta per tutte di conquistare questa terra. Magiargè, nel frattempo, si era ammalata e sulla nave del pirata era ormai in fin di vita. Il suo padrone era molto innamorato di lei e, non riuscendo a sopportare la sofferenza inflitta alla sua amata, decise di chiedere aiuto proprio ai suoi nemici: i bordigotti. Propose loro un accordo: la fine dell’assedio da parte dei suoi uomini in cambio di cure all’amata fanciulla. Boabil aveva ormai abbandonato le coste, mentre Magiargè dopo alcuni anni morì a Bordighera. Fu sepolta sulla Spianata del Capo, accanto ad un misterioso gelsomino nero e fu rimpianta da tutti, tanto che la Statua di Magiargè, posta al centro della fontana davanti al Municipio, divenne uno dei simboli di Bordighera.
(© Editoriale Programma - Dario Rigliaco)
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