I Call Center. Creature mostruose, anfibie, sirene che con il loro canto melodioso hanno intrappolato migliaia di giovani nelle loro grinfie. Lavorare in un Call Center, negli anni, è diventato uno status symbol, un’efficace tagliola sociale per distinguere chi è riuscito a costruirsi una carriera e chi, invece, ha dovuto arrangiarsi. Non è chiaro se questi posti si siano caricati di tutto il loro potenziale retorico e narrativo (tanto da essere oggetto di film, libri, canzoni e dei discorsi dei politici più arraffa-consensi) perché rappresentano veramente il gradino più basso della scala lavorativa oppure perché sono il teatro ideale in cui ambientare il melodramma dei sogni spezzati di una generazione, come la narrazione più convenzionale vorrebbe farli apparire.