Farina, anche in questo romanzo, carico di “buonismo” tardottocentesco teso costantemente a innestare lo sgorgar di lacrime di commozione, si dimostra il più tenace contrappositore alla “degenerazione naturalistico-verista”.
Farina, anche in questo romanzo, carico di “buonismo” tardottocentesco teso costantemente a innestare lo sgorgar di lacrime di commozione, si dimostra il più tenace contrappositore alla “degenerazione naturalistico-verista”.