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Partecipare come volontario al progetto Caradonna è stata davvero un esperienza fuori dal comune, all’inizio non sapevo esattamente cosa aspettarmi, non sapevo come avrei potuto integrarmi in un’ambiente completamente al femminile, e devo dire che quando una volta arrivato allo studio di Firenze tutte le mie preoccupazioni sono svanite!
Charlotte, Emily Beth Anne, Noemi e tutte le donne e volontarie presenti quel giorno non solo mi hanno fatto sentire parte di qualcosa di meraviglioso ma mi hanno offerto la loro vita, le lor storie, il loro messaggio per il mondo con una inaspettatta naturalezza, e neanche per un secondo mi sono sentito nel posto sbagliato.
Caradonna resta un progetto dal carattere singolare, con un propositp nobile che rende alle donne una tipologia d’immagine che apprezzo e che abbraccio completamente. Trovo Caradonna un progetto generoso nei confronti del mondo là fuori, un mondoalmeno quello dell’immagine, che da troppo tempo ha smesso di guardare alla donna con lo sguardo giusto con l’approccio che merita, e che la mette in ondizione di offrirsi con tutto il suo potere a tutti coloro che sono pronti a ricevere senza la deformazione carnalizzante che la fà da padrona, quando le donne sono davanti all’obiettivo fotografico di un fotografo.
Trovo che noi fotografi dobbiamo fare di più per promuovere la forza della semplicità di una donna, vestita o meno vestita, che può esprimersi all’interno di parametri culturali di rispetto umano e intelletuale, al contrario purtroppo tendiamo a scadere in quello a cui il mondo è abituato e con questa scusa non facciamo nessuno sforzo di approfondire il mondo femminile dal punto di vista delle donne.
Per vedere le foto di Caradonna online:
Per sostenere i miei progetti acquistando le immagini in edizione limitata che trovate sul mio shop online:
Partecipare come volontario al progetto Caradonna è stata davvero un esperienza fuori dal comune, all’inizio non sapevo esattamente cosa aspettarmi, non sapevo come avrei potuto integrarmi in un’ambiente completamente al femminile, e devo dire che quando una volta arrivato allo studio di Firenze tutte le mie preoccupazioni sono svanite!
Charlotte, Emily Beth Anne, Noemi e tutte le donne e volontarie presenti quel giorno non solo mi hanno fatto sentire parte di qualcosa di meraviglioso ma mi hanno offerto la loro vita, le lor storie, il loro messaggio per il mondo con una inaspettatta naturalezza, e neanche per un secondo mi sono sentito nel posto sbagliato.
Caradonna resta un progetto dal carattere singolare, con un propositp nobile che rende alle donne una tipologia d’immagine che apprezzo e che abbraccio completamente. Trovo Caradonna un progetto generoso nei confronti del mondo là fuori, un mondoalmeno quello dell’immagine, che da troppo tempo ha smesso di guardare alla donna con lo sguardo giusto con l’approccio che merita, e che la mette in ondizione di offrirsi con tutto il suo potere a tutti coloro che sono pronti a ricevere senza la deformazione carnalizzante che la fà da padrona, quando le donne sono davanti all’obiettivo fotografico di un fotografo.
Trovo che noi fotografi dobbiamo fare di più per promuovere la forza della semplicità di una donna, vestita o meno vestita, che può esprimersi all’interno di parametri culturali di rispetto umano e intelletuale, al contrario purtroppo tendiamo a scadere in quello a cui il mondo è abituato e con questa scusa non facciamo nessuno sforzo di approfondire il mondo femminile dal punto di vista delle donne.
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