Consapevolezza e benessere emotivo, ciao a tutti e benvenuti a questo nono incontro dedicato al percorso “Consapevolezza per essere in F.O.R.M.A.” presentato nelle prime pagine del mio saggio, con un utile ripasso di quanto finora già detto. F.O.R.M.A. come F.ocalizzazione sul presente e sui dati di realtà. O.sservazione dei nostri punti di contatto con la realtà mediante le esercitazioni con i cinque sensi. R.espiro per un migliore utilizzo delle nostre funzioni mentali e per il rilassamento muscolare. M.indfulness per la creazione del vuoto mentale, l’acco glienza compassionevole dei nostri pensieri, anche se disturbanti, e la loro accettazione non giudicante. A.vvio di nuovi pensieri, nuovi percorsi mentali e di un nuovo equilibrio personale. Obiettivi del percorso: riallenare i propri sensi a cogliere i dati di realtà, imparare a rilassarsi, respirare e meditare per accettare i propri pensieri disturbanti, acquisire Consapevolezza per recuperare equilibrio e benessere, approfondendo alcuni elementi del paradigma psicologico cognitivo. La consapevolezza. È una capacità che possediamo tutti, ma che molto spesso non viene utilizzata. È quando riusciamo ad essere ben radicati nel presente, con intenzione e sospensione del giudizio, restando focalizzati con attenzione sui dati di realtà. Nella vita però tendiamo ad attivare piloti automatici, prendiamo fischi per fiaschi, e restiamo nella nostra mente e nel flusso di pensieri che la attraversano, spesso con il risultato della sofferenza emotiva. Mindfulness. Consapevolezza è una sorta di traduzione del termine Mindfulness (stare con la pienezza della propria mente), introdotto negli anni ‘70 dallo psichiatra americano Jon Kabat Zinn, che ha utilizzato alcune tecniche per svilupparla nei pazienti depressi. In seguito, ha allargato al grande pubblico le tecniche, nelle sue Cliniche per la riduzione dello stress, dove con percorsi di otto settimane si insegna a migliorare il proprio benessere emotivo. I dati di realtà. È tutto quanto perviene alla nostra mente attraverso gli organi di senso. Quando siamo nella Consapevolezza, ascoltiamo con maggiore attenzione quanto ci viene detto, osserviamo meglio, assaporiamo con maggiore gusto, e così via. Di solito siamo invece nella nostra mente, inseguendo pensieri, giudizi, definizioni (ecco perché si suggerisce di sospendere il giudizio). Nella nostra mente non ci sono dati di realtà ma eventi mentali, e il nostro cervello produce circa 80.000 eventi mentali (come i pensieri) al giorno. Il respiro. Un altro importante dato di realtà è il respiro, perché è oggettivamente indiscutibile e non giudicabile. Il respiro “è”, e ci accompagna dal primo inspiro alla nascita, all’ultimo espiro alla morte, in modo ciclico, con variazioni di ampiezza e intensità, ma sempre presente. Quando siamo distratti o sofferenti, andare sul respiro ci riporta alla realtà. Gli eventi mentali. Sono nella nostra mente e spesso li trasformiamo in dati di realtà. Sono solo pensieri, nostri, ma pensieri. Dobbiamo imparare a lasciarli andare senza giudicare. Non dobbiamo combatterli o respingerli, ma semplicemente osservarli, e lasciarli svanire come delle bolle di sapone. Spesso i treni di pensieri sono orientati al passato e generano emozioni di tristezza e rabbia. Alle volte sono orientati al futuro producendo ansia e paura. Il presente. Il presente “è” semplicemente, e null’altro. È la capacità di essere aperti e accogliere quanto succede e quello che i sensi portano alla mente. Sia esso piacevole o spiacevole (un dolore). Solo quello che accade. Spesso un dolore reale è meno intenso di un dolore costruito mentalmente. Se mi lascio attraversare anche da un dolore, o da una tristezza, poi passerà. Allenare la Consapevolezza. Essendo una funzione cerebrale disponibile in tutti, è possibile rinforzarla, perché il cervello è flessibile e sempre allenabile come un muscolo. I principali esercizi riguardano le attenzioni focalizzate sui sensi (i cinque sensi più il sesto della propriocezione, relativo alla coscienza del proprio corpo qui ed ora). Un esercizio di attenzione focalizzata è una vera e propria meditazione. Uno dei più importanti si chiama attentional training e coinvolge il senso dell’udito per la ricerca di suoni. La meditazione. La metodica riprende elementi dalla meditazione vipassana di tradizione buddhista. I monaci buddhisti sono fortemente radicati ed esperti di consapevolezza. Le neuro scienze moderne hanno potuto verificare tutto ciò anche grazie a scansioni cerebrali, dove risultano maggiormente sviluppate alcune aree attive nelle condizioni di benessere emotivo. Durante la meditazione il disturbo provocato dai pensieri distraenti viene risolto ancorandosi al dato di realtà del respiro. Il cervello. Il nostro cervello, poco più di un chilo di materia grigia, contiene ben 100 miliardi di neuroni, ciascuno con almeno 10.000 connessioni. Si struttura per aree funzionali (M.O.I. e O.S.P.) nel percorso di vita a partire dai primi mesi dell’attaccamento. In ogni momento il cervello rende stabile, in equilibrio e coerente il nostro essere, con tutti gli istanti che lo hanno preceduto, fin dalla nascita, in una sorta di storia di vita. Alcuni schemi possono essere disfunzionali, ma sarà sempre possibile cambiarli con esercizio, volontà, tempo e Consapevolezza. Il cambiamento. È quindi sempre possibile, ma presuppone impegno. Allenare la Consapevolezza riattiva schemi più funzionali, che si riverberano sull’intera struttura cerebrale. Non si tratta però di una pastiglia da prendere una sera ogni tanto, in tuta e in un ambiente protetto, ma di un vero e proprio approccio nuovo alla vita. Da quando ci svegliamo bisogna trovare momenti nella giornata per dedicare attenzione consapevole con semplici esercizi. Ecco alcuni esempi di esercizi. Respirare e focalizzarsi su un punto di contatto del proprio corpo. Gustare una bevanda, o un alimento con attenzione. Passeggiare e dare attenzione a un forte profumo. Ascoltare con attenzione chi ci sta dicendo qualcosa. Ogni volta si tratterà di una sorta di breve meditazione, con ancoraggio sul respiro nel caso di eventi disturbanti. Il body scan, un esercizio da praticare a casa, nel quale per circa mezzora a occhi chiusi e distesi, passiamo in rassegna tutto il nostro corpo nella mente. Respiro come rescue remedy. Una breve meditazione sul respiro diventa un rimedio di emergenza in particolari situa zioni di ansia, prima di una riunione importante, di un evento particolare, di parlare in pubblico. Trovo uno spazio per me e respiro per cinque minuti. Buona pratica di meditazione e alla prossima puntata.