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Andrea Pezzi dialoga con Niccolò Fabi in un nuovo episodio di Conversazioni 2026 dedicato al tema della libertà.
Un incontro che attraversa il rapporto tra esperienza personale, creazione artistica e sguardo sul mondo, mettendo al centro la libertà come spazio interiore di ascolto e di ricerca, in un tempo segnato da trasformazioni continue e profonde.
Nel confronto con Pezzi, Fabi porta il suo percorso artistico e umano, da sempre caratterizzato da una scrittura attenta all’essenziale e da una sensibilità capace di indagare le fragilità e le complessità dell’esistenza, traducendole in linguaggio musicale.
Il dialogo si muove tra dimensione intima e dimensione collettiva, esplorando il rapporto tra libertà creativa, responsabilità del racconto e necessità di dare forma a ciò che spesso rimane inesprimibile.
Ne emerge una riflessione sulla libertà come processo non lineare, che si costruisce attraverso l’ascolto, la sottrazione e la capacità di abitare il dubbio, più che come condizione di piena definizione o controllo.
Una libertà che si manifesta nella possibilità di restare in relazione con sé stessi e con gli altri, e che trova nella pratica artistica uno spazio di continuo esercizio e rivelazione.
By APF - Andrea Pezzi FoundationAndrea Pezzi dialoga con Niccolò Fabi in un nuovo episodio di Conversazioni 2026 dedicato al tema della libertà.
Un incontro che attraversa il rapporto tra esperienza personale, creazione artistica e sguardo sul mondo, mettendo al centro la libertà come spazio interiore di ascolto e di ricerca, in un tempo segnato da trasformazioni continue e profonde.
Nel confronto con Pezzi, Fabi porta il suo percorso artistico e umano, da sempre caratterizzato da una scrittura attenta all’essenziale e da una sensibilità capace di indagare le fragilità e le complessità dell’esistenza, traducendole in linguaggio musicale.
Il dialogo si muove tra dimensione intima e dimensione collettiva, esplorando il rapporto tra libertà creativa, responsabilità del racconto e necessità di dare forma a ciò che spesso rimane inesprimibile.
Ne emerge una riflessione sulla libertà come processo non lineare, che si costruisce attraverso l’ascolto, la sottrazione e la capacità di abitare il dubbio, più che come condizione di piena definizione o controllo.
Una libertà che si manifesta nella possibilità di restare in relazione con sé stessi e con gli altri, e che trova nella pratica artistica uno spazio di continuo esercizio e rivelazione.