Il 7 gennaio del 2020 fu un giorno come tutti gli altri che lo avevano preceduto, almeno così pensavamo. Eppure, mentre fantasticavamo sull’operazione di SpaceX, che portava in orbita decine di satelliti con l’obiettivo di trasmettere Internet dallo spazio, mentre ci schieravamo come sempre in tifoserie di fronte alla decisione di Facebook di eliminare dalla piattaforma i cosiddetti deepfake, mentre ancora pensavamo che la minaccia incombente fosse una terza guerra mondiale scatenata dall’uccisione del generale Suleimani, mentre applaudivamo una ulteriore incriminazione di Harvey Weinstein per altri casi di stupri, sui giornali di tutto il mondo iniziò a girare una notizia che letta oggi dà la vertigine.