David Cronenberg irrompe come un tornado fanta-horror nelle sale: si tratta di un inatteso ritorno al body horror delle origini, e ad un mood narrativo e concettuale che mancava forse dai tempi di eXistenZ. Crimes of the future è scritto nonchè diretto da Cronenberg, ed è orgogliosamente di vecchia scula: la fantascienza che vediamo è puramente ballardiana (autore interpretato dal regista in Crash), e questo è ravvisabile nello scenario poco illuminato, oscuro, post-apocalittico (eppure impeccabile, in apparenza) in cui si muovono i suoi personaggi.
Il nuovo Cronenberg non è per niente banale, scomoda un apparato concettuale e filosofico non da poco – ma non per questo si presenta come inintellegibile, o peggio ancora tanto d’essai da risultare ostico: al contrario, riesce a catturare l’attenzione dello spettatore fin dall’inizio: questo soprattutto grazie all’interpretazione solida dell’inossidabile Viggo Mortensen e alla presenza algida e inquietante di Léa Seydoux, pur lasciando qualche spiraglio narrativo irrisolto (e qualche altro personaggio non proprio compiuto).
Recensione completa: https://lipercubo.it/crimes-of-the-future-racconta-un-mondo-in-cui-la-chirurgia-e-sesso-e-alcuni-uomini-si-cibano-di-plastica.html