Da quando mio fratello è diventato padre, un anno fa, mi sono ritrovata con un posto in prima fila su un tema che fino ad allora avevo sempre trattato con una certa distrazione: la paternità. Non perché prima non avessi avuto occasione di osservare altri padri in azione, ma perché improvvisamente ne ho avuto uno “in presa diretta”: giovane, della mia generazione, con un dietro le quinte fatto di racconti quotidiani, gioie, paranoie e, va da sé, un’agenda interamente riorganizzata attorno al baby. Pur essendo nel pieno della sua carriera, per esempio, ha ridotto al minimo indispensabile i viaggi di lavoro. La priorità è non perdersi nulla della crescita del bambino. La prima parola, il primo dentino, i primi passi. Tutti quei “primi” che per molti padri della generazione precedente finivano nel grande calderone del “poi mi racconti”.