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Puntata di oggi tutta sul “software di sovranità” europeo: come si proteggono idee, dati e modelli mentre l’AI entra nei processi critici. Partiamo da Londra con Ankar, fondata da ex Palantir, che chiude una Series A da €17M guidata da Atomico (con Index Ventures che raddoppia e partecipazione di Norrsken VC e Daphni). La tesi: l’IP non è solo burocrazia, è execution. Se riesci a industrializzare il workflow di brevetti e protezione dell’invenzione, trasformi un cost center in un vantaggio competitivo.
Seconda storia: Wodan AI (Spagna/Belgio) raccoglie €2M pre-seed per abilitare AI che lavora direttamente su dati cifrati tramite homomorphic encryption — un tema enorme per banche, difesa e pubblica amministrazione. Il round è guidato da JME Ventures, Swanlaab e Adara Ventures, con l’ingresso di ScaleFund. Qui il punto non è “fare AI”, ma renderla adottabile nei settori regolati: privacy e compliance diventano parte dell’architettura, non un afterthought.
Chiudiamo a Copenhagen con NobodyWho, che ottiene €2M pre-seed (PSV Tech, The Footprint Firm, Norrsken Evolve) per portare Small Language Models on-device: AI su smartphone e laptop, senza cloud. Promessa: più controllo sui dati, costi più bassi, offline reale e maggiore efficienza energetica — con una community già attiva (oltre 5.000 developer sul loro engine open source).
Un episodio utile per chi lavora in startup, VC, corporate innovation, product e tech policy: quando l’AI matura, i round più interessanti spesso finanziano la “plumbing” invisibile che permette scala, compliance e vantaggi difendibili.
By Matteo OttaviPuntata di oggi tutta sul “software di sovranità” europeo: come si proteggono idee, dati e modelli mentre l’AI entra nei processi critici. Partiamo da Londra con Ankar, fondata da ex Palantir, che chiude una Series A da €17M guidata da Atomico (con Index Ventures che raddoppia e partecipazione di Norrsken VC e Daphni). La tesi: l’IP non è solo burocrazia, è execution. Se riesci a industrializzare il workflow di brevetti e protezione dell’invenzione, trasformi un cost center in un vantaggio competitivo.
Seconda storia: Wodan AI (Spagna/Belgio) raccoglie €2M pre-seed per abilitare AI che lavora direttamente su dati cifrati tramite homomorphic encryption — un tema enorme per banche, difesa e pubblica amministrazione. Il round è guidato da JME Ventures, Swanlaab e Adara Ventures, con l’ingresso di ScaleFund. Qui il punto non è “fare AI”, ma renderla adottabile nei settori regolati: privacy e compliance diventano parte dell’architettura, non un afterthought.
Chiudiamo a Copenhagen con NobodyWho, che ottiene €2M pre-seed (PSV Tech, The Footprint Firm, Norrsken Evolve) per portare Small Language Models on-device: AI su smartphone e laptop, senza cloud. Promessa: più controllo sui dati, costi più bassi, offline reale e maggiore efficienza energetica — con una community già attiva (oltre 5.000 developer sul loro engine open source).
Un episodio utile per chi lavora in startup, VC, corporate innovation, product e tech policy: quando l’AI matura, i round più interessanti spesso finanziano la “plumbing” invisibile che permette scala, compliance e vantaggi difendibili.