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La puntata di oggi gira attorno a un tema molto preciso: in Europa il capitale continua a concentrarsi dove la tecnologia entra in processi critici, non dove genera solo attenzione. I tre casi di oggi — Octostar, Magnax e Wearable Robotics — raccontano bene questa traiettoria. 
Partiamo da Octostar, startup irlandese che ha portato a €6,1 milioni il proprio seed extension round. La società costruisce una piattaforma AI per national security, law enforcement e financial institutions, con enfasi su ambienti air-gapped, controllo dei dati e “use-case sovereignty”. In Q1 2026 ha completato tre deployment nell’UE e punta a superare quota 15 entro fine anno. È una storia importante perché segnala che la sovereign AI in Europa sta iniziando a trasformarsi in procurement e casi d’uso operativi. 
Seconda storia: Magnax in Belgio, che raccoglie €35,5 milioni con il supporto di Pan-International e Foxconn per industrializzare i suoi motori elettrici axial flux. Qui il punto non è solo la qualità dell’IP europea, ma il fatto che il capitale serva a fare il salto verso produzione ad alto volume. Applicazioni? EV, automazione industriale, robotica e aerospace. È deeptech vero che passa dalla promessa alla scala. 
Chiudiamo con Wearable Robotics, startup di Pisa che ha chiuso un Series A da €5 milioni per accelerare exoskeletons e robotica indossabile per la riabilitazione neuromotoria. Il round mette insieme CDP Venture Capital, MITO, LIFTT, SIMEST, RoboIT e Toscana Next. Qui conta il posizionamento: robotica applicata a un problema clinico verticale, con modularità, percorso regolatorio e ambizione internazionale. 
In sintesi, questa puntata è utile a chi vuole capire dove sta andando il venture europeo: AI sovrana, deeptech industriale e robotica medicale. Meno storytelling, più infrastruttura. Meno buzz, più deployment.
By Matteo OttaviLa puntata di oggi gira attorno a un tema molto preciso: in Europa il capitale continua a concentrarsi dove la tecnologia entra in processi critici, non dove genera solo attenzione. I tre casi di oggi — Octostar, Magnax e Wearable Robotics — raccontano bene questa traiettoria. 
Partiamo da Octostar, startup irlandese che ha portato a €6,1 milioni il proprio seed extension round. La società costruisce una piattaforma AI per national security, law enforcement e financial institutions, con enfasi su ambienti air-gapped, controllo dei dati e “use-case sovereignty”. In Q1 2026 ha completato tre deployment nell’UE e punta a superare quota 15 entro fine anno. È una storia importante perché segnala che la sovereign AI in Europa sta iniziando a trasformarsi in procurement e casi d’uso operativi. 
Seconda storia: Magnax in Belgio, che raccoglie €35,5 milioni con il supporto di Pan-International e Foxconn per industrializzare i suoi motori elettrici axial flux. Qui il punto non è solo la qualità dell’IP europea, ma il fatto che il capitale serva a fare il salto verso produzione ad alto volume. Applicazioni? EV, automazione industriale, robotica e aerospace. È deeptech vero che passa dalla promessa alla scala. 
Chiudiamo con Wearable Robotics, startup di Pisa che ha chiuso un Series A da €5 milioni per accelerare exoskeletons e robotica indossabile per la riabilitazione neuromotoria. Il round mette insieme CDP Venture Capital, MITO, LIFTT, SIMEST, RoboIT e Toscana Next. Qui conta il posizionamento: robotica applicata a un problema clinico verticale, con modularità, percorso regolatorio e ambizione internazionale. 
In sintesi, questa puntata è utile a chi vuole capire dove sta andando il venture europeo: AI sovrana, deeptech industriale e robotica medicale. Meno storytelling, più infrastruttura. Meno buzz, più deployment.