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Misurare gli impatti delle proprie attività e tracciare il ciclo di vita dei prodotti sta diventando un requisito imprescindibile per le aziende. Oltre a rispondere al contesto normativo, questi orientamenti possono rivelarsi delle nuove e interessanti leve strategiche.
Il paradigma del prodotto di consumo a basso costo e dalla durata di vita limitata sta facendo il suo tempo. In Europa si spinge affinché la loro concezione cambi, attraverso una progettazione che garantisca più vite una volta esaurita la sua funzione principale.
Parallelamente, molte aziende stanno abbandonando il sentiero dell’economia lineare per imboccare quello dell’economia circolare. Un vero e proprio riorientamento strategico e un investimento per il futuro.
Il primo passo di questa transizione passa dal monitoraggio dei propri consumi, della supply chain e dei prodotti di scarto. In questo modo si possono iniziare ad immaginare nuovi metodi, collaborazioni e nuovi modi per valorizzare quello che fino a ieri era considerato un rifiuto o un costo inevitabile.
E in questo senso la conoscenza è potere.
Ne parliamo con:
Rosario Pirrotta, collaboratore scientifico presso il Laboratorio di sistemi di produzione sostenibili e responsabile del SAS Lifecycle Assessment e del SAS Economia Circolare;
Alessandro Fontana, docente-ricercatore senior all’Istituto sistemi e tecnologie per la produzione sostenibile della SUPSI.
By Formazione continua SUPSIMisurare gli impatti delle proprie attività e tracciare il ciclo di vita dei prodotti sta diventando un requisito imprescindibile per le aziende. Oltre a rispondere al contesto normativo, questi orientamenti possono rivelarsi delle nuove e interessanti leve strategiche.
Il paradigma del prodotto di consumo a basso costo e dalla durata di vita limitata sta facendo il suo tempo. In Europa si spinge affinché la loro concezione cambi, attraverso una progettazione che garantisca più vite una volta esaurita la sua funzione principale.
Parallelamente, molte aziende stanno abbandonando il sentiero dell’economia lineare per imboccare quello dell’economia circolare. Un vero e proprio riorientamento strategico e un investimento per il futuro.
Il primo passo di questa transizione passa dal monitoraggio dei propri consumi, della supply chain e dei prodotti di scarto. In questo modo si possono iniziare ad immaginare nuovi metodi, collaborazioni e nuovi modi per valorizzare quello che fino a ieri era considerato un rifiuto o un costo inevitabile.
E in questo senso la conoscenza è potere.
Ne parliamo con:
Rosario Pirrotta, collaboratore scientifico presso il Laboratorio di sistemi di produzione sostenibili e responsabile del SAS Lifecycle Assessment e del SAS Economia Circolare;
Alessandro Fontana, docente-ricercatore senior all’Istituto sistemi e tecnologie per la produzione sostenibile della SUPSI.