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Gesù dice: Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi». (Luca 6, 38)
“Dare” è una pratica cristiana che ogni credente in qualche modo osserva.
Nessun credente tiene per sé tutto ciò che possiede e riceve, ma doniamo, condividiamo parte di ciò che abbiamo agli altri. Condividiamo parte dei nostri pensieri, parte delle nostre scoperte, delle nostre esperienze, del nostro tempo, e anche dei beni materiali o del denaro. E questo è tutto normale. Perché noi cristiani esercitiamo e viviamo la bontà, la comunione e la condivisione.
Per questo motivo troviamo nel NT anche delle indicazioni particolari, che riguardano la parola “Koinonia”, che includono la comunione e anche il dare. Leggiamo per esempio in Romani 12, 8 l’esortazione: “chi dà, dia con semplicità.” Un invito a mostrare benevolenza senza sentirsi superiori o senza disprezzare la persona a cui doniamo qualcosa, o senza denigrarla, dando solo cose che a noi non piacciono o che non sono più in ordine.
Ricordo quando raccoglievo giocattoli per spedire ai bambini in paesi più poveri. C’era chi comprava oggetti nuovi, e chi pensava di aver trovato l’occasione per eliminare gratuitamente i rifiuti che aveva da anni in soffitta.
Dare con semplicità significa anche dare senza pretendere di ottenere così il controllo sugli altri e senza renderli debitori nei nostri confronti.
In più, noi tutti, indipendentemente dalla nostra fede, siamo esposti ogni giorno a richieste di donazioni per le cause più svariate. Nella nostra posta troviamo volantini, o riceviamo lettere da associazioni umanitarie.
Come dare con criterio, e con spirito Cristiano? Come possiamo evitare sensi di colpa dovuti al sentirsi inadeguati e incapaci di aiutare tutti?
È importante conoscere cosa dicono le Scritture su questo argomento.
By Anthony PerrettaGesù dice: Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi». (Luca 6, 38)
“Dare” è una pratica cristiana che ogni credente in qualche modo osserva.
Nessun credente tiene per sé tutto ciò che possiede e riceve, ma doniamo, condividiamo parte di ciò che abbiamo agli altri. Condividiamo parte dei nostri pensieri, parte delle nostre scoperte, delle nostre esperienze, del nostro tempo, e anche dei beni materiali o del denaro. E questo è tutto normale. Perché noi cristiani esercitiamo e viviamo la bontà, la comunione e la condivisione.
Per questo motivo troviamo nel NT anche delle indicazioni particolari, che riguardano la parola “Koinonia”, che includono la comunione e anche il dare. Leggiamo per esempio in Romani 12, 8 l’esortazione: “chi dà, dia con semplicità.” Un invito a mostrare benevolenza senza sentirsi superiori o senza disprezzare la persona a cui doniamo qualcosa, o senza denigrarla, dando solo cose che a noi non piacciono o che non sono più in ordine.
Ricordo quando raccoglievo giocattoli per spedire ai bambini in paesi più poveri. C’era chi comprava oggetti nuovi, e chi pensava di aver trovato l’occasione per eliminare gratuitamente i rifiuti che aveva da anni in soffitta.
Dare con semplicità significa anche dare senza pretendere di ottenere così il controllo sugli altri e senza renderli debitori nei nostri confronti.
In più, noi tutti, indipendentemente dalla nostra fede, siamo esposti ogni giorno a richieste di donazioni per le cause più svariate. Nella nostra posta troviamo volantini, o riceviamo lettere da associazioni umanitarie.
Come dare con criterio, e con spirito Cristiano? Come possiamo evitare sensi di colpa dovuti al sentirsi inadeguati e incapaci di aiutare tutti?
È importante conoscere cosa dicono le Scritture su questo argomento.