Sono Luca Chiesa, concierge del Gran Hotel Splendido di Portofino, e mi piace realizzare desideri, come quella volta che al telefono mi sento dire:
«Ho bisogno di fare un regalo ai miei figli. Sarò alle Barbados e vorrei farmi arrivare quella banana gonfiabile che hanno ai Bagni Fiore a Paraggi.»
Il 20 dicembre, a struttura chiusa, un cliente mi chiede l’impossibile. «Parto domani, mi faccia arrivare il regalo in tempo per Natale.» Mi attivo, trovo e contatto la ditta, la faccio aprire, organizzo una spedizione all’ultimo minuto con corriere per far arrivare il regalo in tre giorni. Con la struttura chiusa e un oggetto che sgonfiato aveva un imballo da dodici metri abbiamo dovuto fare i salti mortali, ma lo abbiamo spedito e non oso pensare come l’abbiano gonfiato e messo in acqua per Natale!
Quel giorno è un esempio di cosa voglia dire essere un concierge Clef d’Or. Avrei potuto rispondere che ero in ferie, che l’hotel era chiuso così come la ditta dei gonfiabili... tanti auguri e buon Natale! Ma non è così che si fa. E oggi, i figli del mio cliente ancora se lo ricordano. E lo ricorda il padre che, sollevando il telefono e facendo quel numero, ha la certezza che Luca Chiesa o chi per lui gli risolva il problema.
Succede che instauri rapporti di fiducia, come con David Gilmour, il chitarrista dei Pink Floyd. Ci contattò per qualche consiglio sulla Sardegna dopo che, l’anno prima, aveva soggiornato da noi. Girava scalzo nella hall dell’hotel con i suoi figli, con il panama e senza guardie del corpo. Un mito per la mia generazione, rilassato, senza problemi, disposto a fermarsi a stringere la mano, una piacevole sorpresa. Si è confuso con il resto della clientela. Forse negli anni Settanta sarebbe stato più difficile, anche se a Portofino poteva farlo. A Londra forse no.
© add editore - Nicolò de Rienzo