Secondo le stime dell’Oil (Organizzazione internazionale del lavoro), nel nostro Paese hanno un’occupazione 3 persone con disabilità su 10 e il loro salario medio annuo si ferma a 18mila euro annui, a fronte di una retribuzione media nel settore privato di 38.565 euro nel 2023 (Istat). Il differenziale retributivo orario è del 12% e – dice l’Oil – il 9% di questo divario non può essere spiegato da disuguaglianze nei livelli di istruzione, età e tipo di lavoro. Con cosa si spiega allora? Mi sono messa a fare qualche ricerca, scoprendo che il cuore della questione sta nel modo in cui il mercato del lavoro è ancora (mal) progettato. Ne parlo con Giulietta Bergamaschi, avvocata giuslavorista, co-fondatrice e managing partner di Lexellent e ideatrice del progetto Raffaello.