La rubrica di “Torre 99” Discostory è nata per ricostruire le origini del clubbing capitolino attraverso le testimonianze dei veri protagonisti, di quelli che aprirono il varco e con passione, costanza e dedizione elessero a loro comfort zone le consolle, prima ancora che si chiamassero in questo modo, partendo dai primi rudimentali set up tecnici degli antichi locali da ballo accompagnandone la trasformazione in discoteche, in disco-club. Quelli che questo mestiere se lo dovettero letteralmente inventare, confermando Roma come epicentro della “genesi”.
Gli ospiti di questa puntata hanno vissuto quei primi fantastici momenti: Tonino Verrastro iniziò a metà anni ‘60 a Milano per poi approdare a Roma nel 1970, fu lui a mettere nelle mani di Claudio Casalini il primo disco come lo stesso ha raccontato nella prima puntata di questa rubrica, fu lui ad inaugurare il mitico Jackie-O, quando ancora i mixer erano senza preascolti: “ avevo solo tre pomelli, alti, bassi e volume – ricorda, riconoscevo dai solchi se il pezzo era uno slow oppure un fast”.
Stefano Di NIcola mise il suo primo disco il 31 dicembre del 1970, a 17 anni, sostituendo un suo amico in un night club (che sarebbe poi diventato il Veleno). Si mettevano soprattutto 45 giri, non esisteva il missaggio: “sino al ‘74 non arrivavano dischi di importazione ed abbiamo dovuto aspettare sino al ‘78 per avere i mix”. Ed ancora oggi incanta il pubblico con le sue selezioni di altissima qualità.