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![Dolomiti Sound Stories [IT]](https://podcast-api-images.s3.amazonaws.com/corona/show/6668172/logo_300x300.jpeg)
Michele Da Pozzo guida il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, un'area protetta nata dalla volontà della comunità locale per proteggere la propria terra. Attraverso la sua voce e il ricordo della guida alpina Franco Gaspari, l'episodio esplora l'impatto dirompente dei social network e del turismo di massa. Un richiamo forte alla responsabilità di governare i flussi turistici per difendere la fauna, il silenzio e l'anima più autentica delle vette.
Michael Wachtler, ricercatore e collezionista di San Candido, trasforma la montagna nel proprio raggio d'azione scientifico ed esplorativo. Dalla scoperta della Megachirella wachtleri – l'antenata fossile di lucertole e serpenti – fino ai grandi ritrovamenti d'oro nelle Alpi, la sua storia celebra una vita mossa dalla pura curiosità e vissuta in piena libertà.
Alfredo Paluselli ripercorre i passi del nonno omonimo, pioneristico maestro di sci e artista. Lo spirito del nonno rivive a Baita Segantini, a 2200 metri sopra Passo Rolle, dove l'uomo scelse di vivere per trentacinque anni in prevalente solitudine. Una riflessione profonda sul silenzio e sul senso più intimo, puro e contemplativo della montagna, lontana dal turismo moderno.
All’alba del 4 luglio 1915, sulle pareti rocciose del Monte Paterno, nelle Dolomiti di Sesto, si consuma una delle storie più emblematiche della Grande Guerra in montagna. Joseph Innerkofler, per tutti Sepp, guida alpina leggendaria, albergatore e profondo conoscitore di queste vette, avanza tra neve e roccia per riconquistare una posizione strategica appena perduta.
Sepp non è un soldato qualunque: è un uomo di cinquant’anni che ha costruito il proprio futuro tra queste montagne e che sceglie di difenderle offrendo se stesso, al posto del figlio. Attorno alla sua morte, avvenuta durante l’assalto al Monte Paterno, si intrecciano versioni diverse, tra mito, propaganda e verità storica. Ma al di là di come sia caduto, resta il senso profondo del suo gesto: l’appartenenza a una terra e a una comunità, spezzata da una guerra che trasformò amici, colleghi e uomini di montagna in avversari. Un racconto che restituisce umanità a una figura diventata simbolo e che invita a guardare oltre i confini, per comprendere la tragedia condivisa di queste montagne.
Tra i larici sopra Cortina d’Ampezzo, il Sacrario Militare di Pocol custodisce le spoglie di migliaia di soldati della Prima Guerra Mondiale, molti dei quali senza nome. È un luogo di silenzio e memoria, che invita a fermarsi e a riflettere sul destino di uomini arrivati da luoghi lontanissimi per combattere una guerra che non comprendevano.
Insieme allo storico rievocatore Andrea Orsi, Diego Clara ripercorre storie di giovani soldati italiani e austro-ungarici, catapultati tra ghiaccio, roccia e valanghe, dove il primo nemico era spesso la montagna stessa. Tra queste emerge la vicenda del sottotenente Angelo Fusetti, appena diciannovenne, caduto sul Sasso di Stria e mai più ritrovato. Un racconto che restituisce identità a chi l’ha perduta e ricorda quanto alto sia stato il prezzo pagato da queste terre, oggi simbolo di pace.
Le Dolomiti che oggi conosciamo come luogo di bellezza e tutela sono state, poco più di un secolo fa, una delle linee del fronte più dure e drammatiche della Prima Guerra Mondiale. Tra gallerie scavate nella roccia, mine sotterranee e postazioni sospese nel vuoto, queste montagne sono state teatro di una guerra estrema, combattuta in condizioni disumane.
Franz Brunner Pozzi, guida alpina storica, accompagna Diego Clara lungo i luoghi simbolo del fronte dolomitico, dal Lagazuoi al Col di Lana, raccontando una storia fatta di uomini in divisa, spesso contadini e pastori, catapultati in un ambiente ostile e sconosciuto. Attraverso testimonianze, memorie di famiglia e un’esperienza vissuta in prima persona, emerge il racconto di una guerra che ha segnato profondamente il territorio e chi lo abitava. Un viaggio nella memoria che invita a guardare le Dolomiti non solo come patrimonio naturale, ma come luogo di sacrificio, rispetto e pace.
Ogni primavera Caterina De Boni parte con il suo gregge dalla pianura friulana per raggiungere le Dolomiti, seguendo l’antico ritmo della transumanza. La sua è una vita che unisce tradizione e resistenza: un mestiere quasi scomparso che continua a esistere tra burocrazia, predatori e pascoli sempre più difficili da trovare. In questo episodio Caterina racconta la sua scelta di diventare pastora, l’infanzia a Cortina tra capre e alberghi di lusso, la scoperta della pianura selvaggia dei magredi e l’amore per un lavoro che è insieme fatica, libertà e comunità.
A Belluno, nel cuore della città vecchia, Daniela Zangrando ha aperto il Burel, un micromuseo di arte contemporanea fatto di sole due stanze. Un gesto testardo, nato “per rabbia”, contro lo spopolamento e la mancanza di spazi culturali. In questo episodio racconta come l’arte possa diventare un ponte tra comunità e mondo, radicata nelle montagne ma capace di guardare lontano. Un viaggio tra mostre in continua trasformazione, rondini sotto i portici e la volontà di restare, quando tutti ti dicono di andare via.
Marika Favé è la prima guida alpina donna del Trentino. Cresciuta sugli sci nella Val di Fassa, tra neve, gare e competizione, ha trasformato la passione per la montagna in una professione che per secoli è stata esclusivamente maschile. In questo episodio ci racconta il suo percorso, le difficoltà di essere “la prima”, il rapporto con il rischio, le emozioni del mestiere e la bellezza mai noiosa delle Dolomiti. Una storia di libertà, forza e delicatezza, dove il rispetto per la montagna cammina fianco a fianco con il desiderio di spingersi sempre un passo più in là.
Tra le Dolomiti, la terra racconta storie di passione, rispetto e dedizione. Hubert ha trovato in un vecchio bunker il luogo perfetto per affinare formaggi, trasformando il tempo e l’umidità in preziosi alleati per creare prodotti dal sapore unico. In Val di Fassa, Sara e Fabio hanno riscoperto antiche pratiche agricole, riportando in vita varietà dimenticate e valorizzando un’agricoltura sostenibile e autentica. Storie diverse, ma legate dallo stesso desiderio: preservare il passato per dare nuova forza al futuro.
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