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Ascoltate la mia lettura, sono certo che la troverete piacevole. Ogni capitolo è divertente e compiuto di per sé, ma sono certo che se inizierete non avrete più voglia di smettere.
Camilleri dispone nel suo lessico di una quantità enorme di vocaboli, quasi infinita. Oltre ai vocaboli “ufficiali”, quelli sanciti dalle Accademie preposte, lui ha il privilegio e la scienza per permettersi l’uso di altre migliaia di termini, presi “a prestito” da dialetti, vernacoli, di tutta Italia, con qualche puntatina anche all’estero. E lo fa con una maestria e una accuratezza degna di un miniaturista, per non dire di un entomologo.
Intreccia frasi, parole, sillabe; le colora e ce le rende musicali.
Non ci sono protagonisti, ovvero lo sono tutti. E quindi non si trovano antagonisti. Ci saranno senz’altro personaggi a noi più simpatici e personaggi assolutamente insopportabili. Così troveremo Gaspàno Inclima, temerario e sensuale; Concetta Riguccio vedova Lo Russo, timida e curiosa; Emanuele Ferraguto, u zù Memé, viscido e feroce; il prefetto, fiorentino, Bortuzzi cavalier dottor Eugenio; e tanti tanti altri; tutti i soci del circolo cittadino di Vigàta, ad esempio, ognuno dei quali permetterebbe all’autore un paio di capitoli a parte. Il delegato Puglisi, il dottor Gammacurta; l’onorevole Paolino Fiannaca, rappresentazione oscena dei peggiori traffichini “politici” che ognuno di noi ha ben presente nel proprio bagaglio di esperienze. Ma una menzione speciale merita, a mio avviso, l’umile falegname, il padre di Minicuzzo Adornato. Egli ci racconta in due pregevoli paginette, il suo approccio, la sua fortuita conoscenza dell’opera lirica, alla tenera età di sei anni; è, a mio parere, il momento più tenero e commovente di tutto il libro.
“potete scombinare l’ordine dei quadri, ognuno di voi può stabilire una sua personale sequenza”, ci suggerisce in calce al testo l’autore. E in effetti, per come è strutturato il libro, ciò e possibile, senza inficiare o intaccare il valore e il significato del testo. … non ve n’è bisogno!! Ma ci piace pensare che potremmo farlo. Personalmente mi piace di tanto in tanto riprendere in mano il libro, e leggere un capitolo a caso …
By Giovanni LanieriAscoltate la mia lettura, sono certo che la troverete piacevole. Ogni capitolo è divertente e compiuto di per sé, ma sono certo che se inizierete non avrete più voglia di smettere.
Camilleri dispone nel suo lessico di una quantità enorme di vocaboli, quasi infinita. Oltre ai vocaboli “ufficiali”, quelli sanciti dalle Accademie preposte, lui ha il privilegio e la scienza per permettersi l’uso di altre migliaia di termini, presi “a prestito” da dialetti, vernacoli, di tutta Italia, con qualche puntatina anche all’estero. E lo fa con una maestria e una accuratezza degna di un miniaturista, per non dire di un entomologo.
Intreccia frasi, parole, sillabe; le colora e ce le rende musicali.
Non ci sono protagonisti, ovvero lo sono tutti. E quindi non si trovano antagonisti. Ci saranno senz’altro personaggi a noi più simpatici e personaggi assolutamente insopportabili. Così troveremo Gaspàno Inclima, temerario e sensuale; Concetta Riguccio vedova Lo Russo, timida e curiosa; Emanuele Ferraguto, u zù Memé, viscido e feroce; il prefetto, fiorentino, Bortuzzi cavalier dottor Eugenio; e tanti tanti altri; tutti i soci del circolo cittadino di Vigàta, ad esempio, ognuno dei quali permetterebbe all’autore un paio di capitoli a parte. Il delegato Puglisi, il dottor Gammacurta; l’onorevole Paolino Fiannaca, rappresentazione oscena dei peggiori traffichini “politici” che ognuno di noi ha ben presente nel proprio bagaglio di esperienze. Ma una menzione speciale merita, a mio avviso, l’umile falegname, il padre di Minicuzzo Adornato. Egli ci racconta in due pregevoli paginette, il suo approccio, la sua fortuita conoscenza dell’opera lirica, alla tenera età di sei anni; è, a mio parere, il momento più tenero e commovente di tutto il libro.
“potete scombinare l’ordine dei quadri, ognuno di voi può stabilire una sua personale sequenza”, ci suggerisce in calce al testo l’autore. E in effetti, per come è strutturato il libro, ciò e possibile, senza inficiare o intaccare il valore e il significato del testo. … non ve n’è bisogno!! Ma ci piace pensare che potremmo farlo. Personalmente mi piace di tanto in tanto riprendere in mano il libro, e leggere un capitolo a caso …