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EasyItalianNews.com 13 gennaio 2026


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ESTERI

Image Michael Vadon, Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

 

Trump: “Basta petrolio o denaro per Cuba”

Il presidente degli Stati Uniti,

Donald Trump,
ha annunciato che Cuba
non riceverà più petrolio né denaro
dal Venezuela.

L’annuncio è arrivato

attraverso un messaggio pubblico,
in cui Trump ha chiesto a Cuba
di raggiungere un accordo
con gli Stati Uniti
il prima possibile.

Secondo Trump,

per molti anni Cuba
ha ricevuto aiuti economici
e petrolio dal Venezuela.
In cambio, l’isola avrebbe offerto
supporto politico
e servizi di sicurezza
al governo venezuelano.
Ora, però, questa collaborazione
sarebbe destinata a finire.

Il governo cubano

ha risposto in modo duro.
Il ministro degli Esteri
ha dichiarato che Cuba
non riceve soldi o petrolio come pagamento,
e ha accusato gli Stati Uniti
di fare pressioni politiche ed economiche
contro il paese.

Queste dichiarazioni aumentano le tensioni

tra Washington e L’Avana.

Se gli aiuti esterni

si fermano davvero,
Cuba potrebbe avere
gravi difficoltà economiche,
soprattutto per quanto riguarda
l’energia e i trasporti.

tg24.sky.it

www.ansa.it

ESTERI

Image Houses of the Oireachtas, Creative Commons Attribution 2.0 Generic license.

 

I paesi dell’Unione Europea approvano l’accordo con il Mercosur

Venerdì il Consiglio dell’Unione Europea

ha approvato l’accordo di libero scambio
con il Mercosur,
il mercato comune sudamericano
che comprende Argentina, Bolivia,
Brasile, Paraguay e Uruguay.

La decisione ha confermato un voto informale

espresso poche ore prima dagli ambasciatori
dei paesi membri a Bruxelles.

L’accordo sarà firmato il 12 gennaio

da Ursula von der Leyen
e potrebbe entrare in vigore in via provvisoria,
anche se per l’approvazione definitiva
servirà il voto del Parlamento Europeo,
dove esiste una maggioranza favorevole
ma non del tutto compatta.

Il via libera arriva

dopo oltre vent’anni di trattative
e nonostante l’opposizione di diversi paesi,
preoccupati per le conseguenze
sui propri settori agricoli.

Francia, Polonia, Austria,

Irlanda e Ungheria hanno votato contro,
mentre il Belgio si è astenuto,
senza però riuscire a bloccare la decisione.

La mozione ha raggiunto la soglia necessaria

grazie anche al voto dell’Italia,
che nelle ultime settimane
ha cambiato posizione
dopo aver ottenuto concessioni aggiuntive
dalla Commissione europea.

Nel frattempo in diverse città europee

si sono svolte le proteste degli agricoltori;
venerdì anche a Milano,
dove i manifestanti hanno versato del latte
davanti al Pirellone,
uno degli edifici più riconoscibili della città
e sede del consiglio regionale della Lombardia.

www.ilpost.it

www.ansa.it

ESTERI

Image François Bianco, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic license.

 

La rivolta dei pub inglesi: mille locali chiudono le porte ai parlamentari

Nel Regno Unito è scoppiata

una protesta insolita:
oltre mille pub hanno vietato l’ingresso
ai parlamentari del Partito Laburista.

I proprietari si sono ribellati

contro un forte aumento delle tasse immobiliari
(la “business rate”),
causato dalla fine degli aiuti
concessi durante la pandemia.

Senza queste agevolazioni,

i costi per i locali
sarebbero aumentati mediamente del 76%,
mettendo a rischio migliaia di attività.

Il settore è in crisi da anni:

dal 1980 a oggi hanno chiuso
circa 20.000 pub
e molti temono che nuovi rincari
segnino la fine dei piccoli locali indipendenti
a favore delle grandi catene.

Questa nuova protesta

ha colpito figure di spicco,
come la Ministra delle Finanze, Rachel Reeves,
bandita dal suo pub abituale.

Di fronte a questa mobilitazione di massa

e al forte sostegno dell’opinione pubblica,
il governo ha deciso di fare marcia indietro,
promettendo nuovi sgravi fiscali
per evitare il collasso
dei locali indipendenti.

www.ilpost.it

www.tgcom24.mediaset.it

ESTERI

Le Università in Grecia hanno dimezzato il numero degli studenti

In Grecia è scattata una riforma storica

per il mondo universitario:
il governo ha cancellato dagli elenchi
oltre 300.000 studenti fuori corso.

La decisione riguarda

chi si era iscritto prima del 2017
e non ha ancora terminato gli studi.

A causa di questo provvedimento,

il numero totale degli studenti nel paese
si è quasi dimezzato,
passando da 650.000 a circa 350.000.

Secondo il ministero dell’Istruzione,

questa scelta serve a migliorare
la qualità delle università
e a scalare le classifiche internazionali.

L’idea è che il titolo di studio

debba premiare l’impegno costante
e che lo stato di studente
non possa durare per sempre.

Solo 35.000 persone sono riuscite

a rinnovare l’iscrizione in tempo,
dimostrando quindi di essere ancora attive.

Questa riforma è stata molto criticata:

molti professori temono
che possa colpire duramente
chi lavora o vive in difficoltà economiche,
togliendo la flessibilità necessaria
per laurearsi con i propri tempi.

www.ilpost.it

corriereuniv.it

CULTURA & SOCIETA’

Image Didier Descouens, Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

 

La classifica del Telegraph definisce il balcone di Giulietta sito turistico deludente

Il Telegraph ha pubblicato un articolo

dal titolo “Le 10 attrazioni europee più pacchiane
dove un turista pensante non si farebbe mai vedere”.

Di luoghi turistici che generano aspettative

che poi non vengono rispettate
ce ne sono purtroppo,
e in cima a questa lista di luoghi da evitare
compare il celebre Balcone di Giulietta a Verona.

I motivi della scelta di questo luogo

come un posto da evitare sono diversi,
tra cui l’introduzione di un biglietto da 5 euro
solo per guardare.
Il consiglio comunale,
dopo la pubblicazione dell’articolo
che ha fatto il giro del web,
ratificherà l’accordo sul biglietto da 5 euro
per il percorso Teatro Nuovo-Cortile di Giulietta;
ma in ogni caso chi vuole
guardare in alto verso il balcone
vedrà un aumento del biglietto fino a 12 euro.

Il Telegraph informa inoltre

che lo stesso balcone
è stato aggiunto all’edificio
soltanto nel 1930,
e la statua di bronzo raffigurante Giulietta
è stata eretta negli anni 70
come ulteriore incentivo alle visite turistiche.

Nell’articolo il balcone di Giulietta

è seguito dalle code infinite
per la Gioconda al Louvre di Parigi
e dai salassi per un giro in gondola a Venezia.

primadituttoverona.it

www.giornaleadige.it

CULTURA & SOCIETA’

Image Iaconianni family, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.

 

Il cinema italiano vince la sfida del 2025 grazie a Checco Zalone

Il 2025 si è chiuso

come un anno straordinario
per il cinema in Italia,
segnando un recupero definitivo
rispetto al periodo pre-pandemia.

Il merito principale

va alla produzione nazionale,
che ha raggiunto una quota di mercato
vicina al 45%:
un risultato storico
che non si vedeva da decenni.

Il vero trascinatore è stato Checco Zalone

con il suo nuovo film “Buen camino”,
con l’incasso record
di oltre 70 milioni di euro
che ha riportato nelle sale
il grande pubblico.

Tuttavia il successo non è isolato:

altri titoli italiani,
tra cui opere di registi affermati
e commedie di qualità,
hanno contribuito a mantenere alte le presenze
per tutto l’anno,
riducendo la dipendenza
dai blockbuster americani.

Gli incassi complessivi

hanno superato i 500 milioni di euro,
confermando che la sala cinematografica
è ancora un luogo centrale dell’intrattenimento.

movieplayer.it

www.ilpost.it

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