Nathali che vive nella casa Maffi di Fivizzano, ha scelto di raccontare la novella di Elisabetta da Messina. La novella narra di Elisabetta, innamorata di Lorenzo. I fratelli di lei sono contrari al suo amore per un garzone e lo uccidono. Elisabetta piange a lungo l'amato fino a che lui le compare in sonno rivelandole di essere stato ucciso e sotterrato in un luogo preciso. Elisabetta il giorno dopo si reca sul posto e trova il cadavere, gli taglia la testa e la mette in un vaso che semina con basilico, per averlo vicino. I fratelli scoprono il teschio nel vaso e lo fanno sparire. Elisabetta muore di crepacuore. Per ricordare la vicenda qualcuno compose una canzone che dice: "A chi fu mai, malefico cristiano, che mi rubò quel vaso di basilico, amato siciliano".