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Fino all’1 febbraio al Teatro Sociale di Brescia è in scena “Il lutto si addice ad Elettra” di di Eugene O’Neill, per la regia di Davide Livermore e con traduzione e adattamento di Margherita Rubino.
Ritorno, L’agguato e L’incubo: sono i titoli delle tre parti su cui è costruito il capolavoro scritto da Eugene O’Neill nel 1931. Ispirato all’Orestea di Eschilo, il testo ne conserva le funzioni in un affascinante e, allo stesso tempo, inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna psicoanalisi, dramma borghese e tragedia classica, affrontando i temi di omicidio, adulterio, incesto e vendetta.
In uno spazio scenico suggestivo, specchio distorto della mente umana, Davide Livermore rappresenta la vicenda che O’Neill ambientò all’epoca della Guerra di secessione americana, nella famiglia di un generale nordista.
In dialogo con Camillo abbiamo Elisabetta Pozzi, tra i protagonisti in scena, per presentare lo spettacolo.
Ascolta o scarica l’intervista.
By Fino all’1 febbraio al Teatro Sociale di Brescia è in scena “Il lutto si addice ad Elettra” di di Eugene O’Neill, per la regia di Davide Livermore e con traduzione e adattamento di Margherita Rubino.
Ritorno, L’agguato e L’incubo: sono i titoli delle tre parti su cui è costruito il capolavoro scritto da Eugene O’Neill nel 1931. Ispirato all’Orestea di Eschilo, il testo ne conserva le funzioni in un affascinante e, allo stesso tempo, inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna psicoanalisi, dramma borghese e tragedia classica, affrontando i temi di omicidio, adulterio, incesto e vendetta.
In uno spazio scenico suggestivo, specchio distorto della mente umana, Davide Livermore rappresenta la vicenda che O’Neill ambientò all’epoca della Guerra di secessione americana, nella famiglia di un generale nordista.
In dialogo con Camillo abbiamo Elisabetta Pozzi, tra i protagonisti in scena, per presentare lo spettacolo.
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