Papale papale

Ep. 139 - Papale papale -"Morte"


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Benedetto XVI, udienza generale 15 febbraio 2012
Fermiamoci sulle ultime parole di Gesù morente. L’Evangelista racconta: «Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo, spirò» (vv. 44-46).
(...) La morte di Gesù è caratterizzata esplicitamente come evento cosmico e liturgico; in particolare, segna l’inizio di un nuovo culto, in un tempio non costruito da uomini, perché è il Corpo stesso di Gesù morto e risorto, che raduna i popoli e li unisce nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue.
Giovanni Paolo II, udienza generale 7 dicembre 1988
Gesù morente ci appare come il modello di quella che dovrebbe essere la morte di ogni uomo: la conclusione dell’opera assegnata a ciascuno per il compimento dei disegni divini. Secondo il concetto cristiano della vita e della morte, gli uomini fino al momento della morte sono chiamati a compiere la volontà del Padre, e la morte è l’ultimo atto, quello definitivo e decisivo, del compimento di questa volontà. Gesù ce lo insegna dalla croce.
Paolo VI, udienza generale 21 aprile 1976
Gesù e l’umanità sono da considerare intenzionalmente vincolati insieme negli avvenimenti che conclusero la vita temporale e simile alla nostra del Signore: Egli è morto ed è risorto per noi. E come questo scopo salvifico di Cristo morto e risorto si compie nella nostra vita? Si compie mediante il battesimo.... Gesù ha voluto amarci ad uno ad uno. Ha voluto salvare ogni persona. Ha voluto che ogni nostra vita fosse da Lui particolarmente considerata, amata e associata a Sé.
Giovanni XXIII, Radiomessaggio in occasione della Solennità della
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Papale papaleBy Radio Vaticana - Vatican News