L'Italia è finita in un girone infernale con Bulgaria, Croazia, Polonia, Romania e Slovacchia. Non si tratta di un girone per la qualificazione ai mondiali. Ma del ristretto gruppo di Paesi dell'Unione Europea che non hanno stigmatizzano lo stop dell'Ungheria imposto al Pride. Gli altri 20 Paesi dell'Unione hanno condannato le modifiche alla Costituzione approvate dal parlamento di Budapest ad aprile. Celato dietro il primato del diritto dei bambini a un "corretto sviluppo fisico, intellettuale e morale" che prevale sugli altri diritti fondamentali, si nasconde un odioso bando alle marce del Pride.
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