Papale papale

Ep. 50 - Papale papale -"Albero"


Listen Later

Pio XII, discorso alla gioventù di Azione Cattolica 19 marzo 1958
Dio, che ha permesso l'oscuro inverno ed ha pronta per il mondo un'estate luminosa, ci impegna tutti a vivere ed operare in un clima di risveglio, in tempo di primavera.
A primavera la terra si desta, ascende la linfa, si aprono le gemme, tornano le foglie sugli alberi; rivivono le siepi, si ammantano di verde i prati e i campi esultano negli alberi in fiore. I cieli si schiariscono; si fanno più lunghi i giorni, più brevi le notti; vi è più luce che tenebra.
Senza dubbio vi sono sovente nubi nel cielo, e sulla terra i rovesci del temporale; ma gli uomini ripopolano i campi e s'indugiano più facilmente per le strade: la festa della natura diviene festa di cuori, perchè la primavera è tempo di rinnovamento, tempo di fiduciosa attesa, tempo di speranza.
Guardate, diletti figli: tutto nel mondo è risveglio.
Giovanni XXIII, radiomessaggio a un mese dal Concilio Ecumenico Vaticano II, 11 settembre 1962
Considerato nella sua spirituale preparazione, il Concilio Ecumenico, a poche settimane dal suo radunarsi, sembra meritare l'invito del Signore: vedete tutti gli alberi, quando già rimettono le foglie, voi conoscete da voi stessi, solo a guardarli, che s'appressa l'estate; e allo stesso modo anche voi, quando vedrete avverarsi queste cose, sappiate che è vicino il regno di Dio.
Paolo VI, Messa nella chiesa di Santa Maria Liberatrice a Roma, 20 marzo 1966
Il sacro Rito è stato incominciato con il rinnovamento delle Promesse battesimali: tutti qui siamo cristiani e tali vogliamo essere, perché innestati nella radice della vita eterna di Dio; rami, fiori e frutti del grande albero della Chiesa. Tutti qui siamo cristiani e tali vogliamo essere, perché innestati nella radice della vita eterna di Dio; rami, fiori e frutti del grande albero della Chiesa.
Benedetto XVI, Santa Messa nella solennità del Natale del Signore 24 dicembre 2008
Nel Salmo 96 [95] Israele, e con esso la Chiesa, lodano la grandezza di Dio che si manifesta nella creazione. Tutte le creature vengono chiamate ad aderire a questo canto di lode, e allora lì si trova anche l’invito: “Si rallegrino gli alberi della foresta davanti al Signore che viene” (12s). La Chiesa legge anche questo Salmo come una profezia e, insieme, come un compito. La venuta di Dio a Betlemme fu silenziosa. (...) E gli alberi della foresta si recano da Lui ed esultano. L’albero in Piazza san Pietro parla di Lui, vuole trasmettere il suo splendore e dire: Sì, Egli è venuto e gli alberi della foresta lo acclamano. Gli alberi nelle città e nelle case dovrebbero essere più di un’usanza festosa: essi indicano Colui che è la ragione della nostra gioia – il Dio che viene, il Dio che per noi si è fatto bambino. Il canto di lode, nel più profondo, parla infine di Colui che è lo stesso albero della vita ritrovato. Nella fede in Lui riceviamo la vita.
Francesco, discorso alle delegazioni che hanno donato il presepe e l’albero di Natale, 7 dicembre 2017
Ogni anno il presepe e l’albero di Natale ci parlano col loro linguaggio simbolico. Essi rendono maggiormente visibile quanto si coglie nell’esperienza della nascita del Figlio di Dio. Sono i segni della compassione del Padre celeste, della sua partecipazione e vicinanza all’umanità, che sperimenta di non essere abbandonata nella notte dei tempi, ma visitata e accompagnata nelle proprie difficoltà. L’albero proteso verso l’alto ci stimola a protenderci “verso i doni più alti” (cfr 1Cor 12,31), a innalzarci al di sopra delle nebbie che offuscano, per sperimentare quanto è bello e gioioso essere immersi nella luce di Cristo. Nella semplicità del presepio noi incontriamo e contempliamo la tenerezza di Dio, manifestata in quella del Bambino Gesù. (...)  L’albero è segno della fede di quel popolo che, anche con questo gesto, ha voluto esprimere la propria fedeltà alla sede di Pietro.
...more
View all episodesView all episodes
Download on the App Store

Papale papaleBy Radio Vaticana - Vatican News