Good Luck

Episodio 10


Listen Later

"La sensazione favolosa di essere stata salvata dal principe azzurro, intrufolatasi nelle mie fantasticherie, inizia a sparire (e poi è tutto inutile, è accompagnato, maledizione), rimpiazzata da un’insinuante sensazione di panico, nel timore di ricevere ancora domande.

Non voglio raccontargli niente. Neanche lo conosco, e se anche così fosse, non cambierebbe nulla. Tenere al sicuro i fatti miei mi sembra tutt’ora la miglior soluzione possibile, nonostante prima io mi sia biasimata. Sono certa che il vomito per il nervoso è tranquillamente gestibile. Infatti, mi sento già meglio, emicrania a parte. Tutto ciò che voglio è andarmene… dovrò solo farmi qualche infuso come quello di poco fa. Certo.

-Non essere ridicola, bimba.-

Le mie mani si arrestano.

Questa volta la frase era un chiaro pensiero nella mia mente.

Così difficile da spiegarmi. Non l’ho sentito, nel termine fisico, ma è stato come ricordare la voce di qualcuno, un insieme di parole già scandite che ti tornano in mente, come quei motivetti irritanti delle pubblicità o le battute nei telefilm che impari a memoria.

Solo che non era niente che stessi pensando io.

Tantomeno, qualcosa già udita da qualcun altro.

Deglutisco. La vocina nella testa è diventata un vocione chiaro e forte.

Altro che grillo parlante.

Pietrificata, resto in attesa, per capire se mi sono sbagliata o se ho ancora travisato tutto.

Passano istanti infiniti in cui l’unico suono udibile è il mio battito cardiaco rimbombarmi nei timpani, qualche automobile in strada, la quale sagoma sfrecciante getta riflessi sulle pareti trapassando le tapparelle, null’altro. Infilo la seconda scarpa.

-Se non ti avesse soccorso, saresti rimasta riversa sul marciapiede per chissà quanto.-

Il mio cuore guizza.

Eh no, fantasia un cazzo, io lo sento benissimo!

“Chi sei?!” Urlo in puro istinto alla stanza vuota, tappandomi subito la bocca con la mano.

- Lo sai.-

Frugo convulsamente nei jeans, cercando quel dannato gingillo, terrorizzata nel modo più totale. Quando lo trovo, il suo sguardo limpido e fermo mi fa paura, perché lo sento, sento che sta fissando me. Sembra quasi bruciante, nel fondo della mia mano tremante.

“Tu…come…che cosa…”

-Non hai bisogno di parlarmi ad alta voce. -

Richiudo la bocca, interdetta. Beh, okay. “Che sta succedendo? Perché ti sento parlare?” Penso, prudentemente.

Passano ancora manciate di istanti infiniti e vuoti, nei quali rimango impalata, ritta dentro le Converse, nel buio chiazzato di albore di questa stanza che non conosco, a perdermi nel piglio della piccola iride. Diverse macchine sfrecciano in strada, sotto di noi.

Nessuna risposta."

...more
View all episodesView all episodes
Download on the App Store

Good LuckBy Sheila Rosati