La prima volta che ho intervistato Leo era il 2013. Io 20enne, lì per conto della Gazzetta dello Sport, e Leo che non aveva ancora compiuto 16 anni. Due pischelli. Siamo cresciuti, eccome, da quel giorno al Polo Natatorio di Ostia e con noi è cresciuto, tantissimo, il surf italiano. Mai però come in questa occasione avevo avuto la sensazione parlando con Leo davanti ad un microfono che il ragazzo si fosse fatto uomo. Leonardo Fioravanti è pronto ad assolvere il ruolo di guida del surf azzurro, presente e vicino alle nuove generazioni per cui, ha fatto capire durante questa chiacchierata, vuole un occhio di riguardo . Tra retroscena dalla surfing industry, aneddoti sui top34 del World Tour, passioni e nuove abitudini, Leo ci racconta da Sydney dei progetti (piccolo spoiler: la costruzione di una wavepool nei dintorni di Roma) che ha in serbo per stimolare la crescita del nostro movimento. E seppur da 16.000km di distanza, il messaggio di Leo Fioravanti per il surf italiano è arrivato forte e chiaro.