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Oggi iniziamo con una delle domande più frequenti e, diciamolo, anche una delle più insidiose.
Che genere scrivi? Può sembrare una domanda innocente. Una curiosità. E invece spesso nasconde un mondo di aspettative, di limiti, di definizioni.
“Che genere scrivi?” Significa: in quale scaffale ti metti? Che tipo di pubblico ti immagini?
Chi sei, come autore?
E se non sappiamo rispondere, o se rispondiamo “un po’ di tutto”… beh, c’è chi ci guarda con diffidenza. Come se non avessimo ancora deciso. Come se non sapessimo dove stiamo andando.
By RaroOggi iniziamo con una delle domande più frequenti e, diciamolo, anche una delle più insidiose.
Che genere scrivi? Può sembrare una domanda innocente. Una curiosità. E invece spesso nasconde un mondo di aspettative, di limiti, di definizioni.
“Che genere scrivi?” Significa: in quale scaffale ti metti? Che tipo di pubblico ti immagini?
Chi sei, come autore?
E se non sappiamo rispondere, o se rispondiamo “un po’ di tutto”… beh, c’è chi ci guarda con diffidenza. Come se non avessimo ancora deciso. Come se non sapessimo dove stiamo andando.