Pucci ha iniziato a danzare a 17 anni, e da allora sono passati i decenni e non ha mai smesso, anzi, sostiene che "gli dovrebbero sparare" per farlo smettere. Una passione che ha avuto la possibilità di crescere e arricchirsi grazie all'incontro con varie icone della danza moderna, tra cui Pina Bausch. Nell'intervista, Pucci ci ha raccontato che questa grande coreografa ha ideato, tra le tante sue opere, una narrazione danzata pensata fin dall'inizio in tre differenti versioni: per i giovani, per la sua Compagnia e per i danzatori più maturi, avanti negli anni.
In Italia ancora oggi predomina il culto della danza riservata ai giovani e al corpo perfetto, ma la ricchezza dei corpi, delle età, delle esperienze diverse, non può che arricchire quest'arte, e forse qualcosa inizia a muoversi in questa direzione. Come sostiene Pucci, la danza è poesia, e in quanto tale ogni corpo è adatto a incarnarla.